Pace fiscale 2018 per cartelle sotto 100 mila euro. Salvini ci prova

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Pace fiscale 2018 per cartelle sotto 100 mila euro. Salvini ci prova

Pace fiscale 2018: requisiti di Salvini


Parola del ministro Tria, intervenuto ieri in Parlamento: la “pace fiscale” non è un “nuovo condono”. Più che altro bisogna pensare a un fisco “amico” del contribuente; cioè un Fisco che “favorisca l’estinzione dei debiti”. Al di là delle rassicurazioni fornite dal titolare del ministero di Via XX settembre, continuano le schermaglie all’interno della maggioranza.

Pur sostenendo l’utilità di una misura in aiuto dei piccoli imprenditori con pendenze fiscali, “le soglie che ho sentito in questi giorni non sono proponibili per i 5 Stelle” ha detto la pentastellata Carla Ruocco, presidente della Commissione Finanze della Camera.

Quindi, le posizioni sono rimaste quelle. Da una parte il Carroccio, per cui il provvedimento potrebbe coprire, addirittura, chi ha debiti fino a un milione di euro; dall’altra, il Movimento contrario “ai condoni generalisti”, ha precisato sempre la Ruocco.

Pace fiscale: tra condono e concordato

“Per tutte le definizioni internazionali, quando lo Stato cancella qualcosa che il contribuente deve è un condono” ha spiegato a Panorama l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli. Quest’ultimo ha poi precisato “in tutte le legislazioni del mondo c’è la possibilità per il fisco di condonare a livello individuale delle somme che sono dovute; ma se vengono fatti provvedimenti che riguardano tutti quello si chiama condono”.

Tuttavia, offrono un’altra chiave di lettura le parole del leghista Massimo Bitonci. Infatti, ha voluto sottolineare il sottosegretario all’Economia, “vogliamo reintrodurre il concordato fiscale, a regime, permanente, come c’è in molti paesi; chi è in difficoltà va all’Agenzia delle entrate e lì gli uffici avranno la potestà giuridica di verificare, rateizzare e ridurre l’importo”.

Proprio Bitonci è stato il promotore dell’innalzamento del tetto fino a un milione di euro. Detto ciò, il 94% dei debiti non saldati con lo stato è inferiore ai 100mila euro. Le indiscrezioni, ancora lontane dall’essere confermate, riferiscono che grazie alla “pace fiscale” il contribuente in difficoltà pagherebbe – al massimo – il 25% del dovuto.

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