Legge di bilancio 2019: aumento imposte, le categorie più colpite

Legge di bilancio 2019 aumento imposte, le categorie più colpite

Legge di bilancio 2019: aumento imposte, le categorie più colpite

Quasi ogni anno i governi, specialmente quelli non tecnici, come quello di Monti, giurano che nella Legge di bilancio non ci saranno aumenti di tasse. E puntualmente questa promessa viene infranta.

Il governo a maggioranza Lega e M5S non fa eccezione, anche perché, come tutti i governi, senza risorse non si possono attuare i programmi di governo.

Quali saranno dunque i soggetti che subiranno aumento delle tasse? Alla fine della fiera saranno le famiglie. Vediamo perché.

Legge di bilancio: più tasse per alcune imprese

Il governo ha intenzione di estendere il regime forfettario ad alcune categorie di lavoratori autonomi (quelli che guadagnano fra 30 mila e 65 mila euro). Altra intenzione riguarda il taglio dell’IRES, l’imposta sul reddito delle società, che dovrebbe scendere in alcuni casi (ne abbiamo parlato qui). Le imprese coinvolte risparmieranno 2 miliardi.

Per finanziare questa “riformina” verranno cancellate due agevolazioni fiscali, l’ACE e l’IRI. La prima (Aiuto alla Crescita Economica), introdotta nel 2011, permette alle imprese che rafforzano il proprio capitale di pagare meno tasse. La seconda, non ancora in vigore, avrebbe unificato la tassazione tra società di persone e società di capitali e avrebbe permesso risparmi fiscali.

Questo ultime due misure, insieme, valgono oltre 4 miliardi: facendo una semplice sottrazione, l’imposizione per le imprese italiane salirà di 2 miliardi.

Legge di bilancio: per le banche andrà peggio

Banche e assicurazioni dovranno girare allo Stato altri 4 miliardi a causa di una riduzione dei benefici fiscali oggi in vigore e di un aumento degli acconti fiscali.

Una norma nella bozza di legge di bilancio prevede che la deducibilità delle perdite su crediti maturate per via dell’applicazione dei principi contabili IFRS9 venga spalmata su dieci anni. Un’altra norma rinvia di otto anni i crediti d’imposta generati dal versamento di imposte anticipate. Senza entrare in tecnicismi, significa che le banche pagheranno più tasse del previsto.

Per le assicurazioni, invece, è previsto un aumento degli acconti. Al momento gli istituti si aspettano di versare un acconto del 59% nel 2019 e del 74% in seguito. La bozza di legge di bilancio aumenta le percentuali al 75% nel 2019, al 90% nel 2020 e al 100% in seguito.

In sintesi banche e assicurazioni dovranno anticipare più tasse (e ne pagheranno di meno in futuro, forse). Dovrebbe essere scongiurata la minore deducibilità degli interessi passivi di cui parlavamo qui, anche se le conseguenze descritte nell’articolo ci saranno ugualmente.

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Legge di bilancio: aumentano le imposte sui “vizi”

O sulle spese immorali, se preferite. Il governo pensa ad un aumento di 5 o 10 centesimi a pacchetto di sigarette, con il solito aumento delle accise sui tabacchi. L’entità esatta dell’aumento sarà decisa più avanti.

L’altro vizio che sarà colpito dal governo sarà il gioco d’azzardo, con un aumento del prelievo sulle vincite: è previsto un aumento dell’aliquota dello 0,50%.

Questo significa che il prelievo per le vincite alle slot machine sfiorerà il 20% (19,75% per la precisione), mentre i vincitori alle video lotterie subiranno un prelievo del 6,75%. Il decreto dignità aveva già aumentato questi prelievi dello 0,25% a partire dal primo settembre 2018.

Legge di bilancio: chi pagherà questi aumenti?

A pagare questi aumenti fiscali saranno, in gran parte, i consumatori finali. Ad essere “risparmiati” saranno forse i fumatori: il mercato del tabacco è infatti sotto pressione da tempo, e un aumento del prezzo finale rischia di allontanare un’altra fetta di persone dipendenti dal fumo.

Negli altri casi i tributi saranno traslati almeno in parte sui consumatori finali. Il motivo è semplice: le imprese possono spostare il peso delle tasse su qualcun altro, i consumatori finali no.

Questo significa, per esempio, che le imprese potranno aumentare i prezzi dei prodotti oppure licenziare o ridurre le ore dei lavoratori. Le banche potranno richiedere tassi superiori sui mutui, oppure aumentare alcuni costi (esempio a caso: far pagare i bonifici). Le assicurazioni, dal canto loro, aumenteranno i premi richiesti. In ogni caso il costo sarà scaricato su chi non potrà fare altro che subire.

Si tratta di un effetto economico ben noto e studiato, ed è perfettamente logico. I governi, di solito, usano tagli di imposte dirette come contrappeso a questi aumenti di imposte dirette. Per esempio, il governo potrebbe tagliare il cuneo fiscale, le imposte sul lavoro.

Il governo Conte, tuttavia, ha bisogno di fare cassa perché, invece di tagliare le imposte ha deciso in legge di bilancio di aumentare la spesa pubblica con il cosiddetto “reddito di cittadinanza” e l’aumento delle pensioni (sia per quanto riguarda gli assegni che il numero dei pensionati).

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