Come si vota alle regionali in Piemonte: scheda, preferenze e voto disgiunto

Come si vota alle regionali in Piemonte? Non è previsto il secondo turno, vince il candidato Governatore che prende un voto in più degli altri

Come si vota alle regionali in Piemonte: scheda, preferenze e voto disgiunto
Come si vota alle regionali in Piemonte: scheda, preferenze e voto disgiunto

Come 5 anni fa, le elezioni regionali in Piemonte si svolgeranno in contemporanea con Europee e primo turno di amministrative.

Come si vota alle regionali in Piemonte: niente ballottaggio

I seggi, anche per le regionali in Piemonte, rimarranno aperti soltanto nella giornata di domenica 26 maggio dalle 7 alle 23. La legge elettorale in vigore non contempla il secondo turno: in sostanza, il candidato che prenderà anche un solo voto in più rispetto agli altri sarà eletto Governatore. Sarà eletto un totale di 50 consiglieri (siederanno in 51 nel Consiglio Regionale considerando anche lo scranno del Presidente della Regione).

Come si vota alle regionali in Piemonte: un’unica preferenza

Il sistema in base a cui questi vengono eletti è in parte proporzionale (40 seggi sulla base delle liste provinciali) e in parte maggioritario (10 seggi assegnati alla lista del candidato vincitore). È prevista una soglia di sbarramento al 3%. Consentito il voto disgiunto; si può dare un unico voto di preferenza.

Regionali Piemonte: candidati e sondaggi

L’attuale Governatore Sergio Chiamparino, al netto di qualche dubbio iniziale, alla fine ha scelto di ricandidarsi. A sfidarlo, innanzitutto, Alberto Cirio del centrodestra, candidato in quota Forza Italia preferito al leghista Paolo Damilano. Il candidato Presidente della Regione per i 5 stelle è il consigliere regionale Giorgio Bertola; completa il quadro l’esponente del Popolo della Famiglia Valter Boero.

Secondo il sondaggio più recente sulle regionali piemontesi, realizzato da Ipsos a metà aprile, lo scenario più probabile è quello di un testa a testa tra Chiamparino e Cirio. L’esponente del centrosinistra sarebbe in leggero vantaggio (40,8% contro 40,2%), probabilmente, a causa dei voti “tolti” al centrodestra dalla candidatura espressa dal partito di Adinolfi. Per quanto riguarda i partiti, molti esperti si attendo un exploit della Lega: alle regionali 2014 aveva preso il 7,3%, ora potrebbe sfiorare il 30%.

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