Aspettativa retribuita: che cos’è, chi sono i destinatari e quali i presupposti

Aspettativa retribuita: cos’è e perchè rileva nel diritto del lavoro. Chi sono i soggetti interessati al beneficio e su quali presupposti è fondato.

Aspettativa retribuita che cos'è, chi sono i destinatari e quali i presupposti
Aspettativa retribuita: che cos’è, chi sono i destinatari e quali i presupposti

L’aspettativa è un concetto tipico del diritto del lavoro. Con esso si intende il periodo di assenza dal posto di lavoro, nel quale però il dipendente conserva comunque il posto, incassando o meno lo stipendio. L’aspettativa retribuita è ben distinta dalle tutele previste in caso di malattia, maternità o infortunio, in ragione dei motivi che conducono all’astensione dal lavoro. Facciamo di seguito il punto e vediamo allora a chi spetta la citata aspettativa retribuita, come funziona e su quali presupposti è basata.

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Aspettativa retribuita: quando scatta?

Ovviamente è la legge ad individuare le cause che fanno scattare l’aspettativa retribuita. Svariate tali cause, le quali vanno dai motivi medico-sanitari a quelli collegati alla formazione professionale. Per consuetudine, il trattamento economico resta comunque a carico del datore di lavoro; tuttavia sussistono ipotesi in cui è l’INPS a garantire lo stipendio per i lassi di tempo di assenza dal luogo di lavoro.

Facciamo una sintetica rassegna dei casi in cui scatta, in particolare, l’aspettativa retribuita, al fine di avere un quadro più chiaro dell’applicazione dell’istituto qui in esame.

Aspettativa da lavoro per familiari di persone disabili

Anzitutto, va ricordato che i lavoratori familiari di una persona gravemente disabile hanno diritto ad un congedo pagato dall’INPS che può durare fino a un biennio, nell’ambito dell’intera vita lavorativa. Tale tipo di agevolazione scatta però laddove il disabile non sia ospitato presso strutture specializzate. Ecco di seguito i destinatari della misura:

In tali circostanze, per ottenere il congedo straordinario in esame, il richiedente è comunque obbligato a instaurare la convivenza con il familiare gravemente disabile, entro l’inizio del periodo di congedo domandato e a conservarla per tutta la durata del periodo. Chiaramente, per avvalersi dell’aspettativa retribuita, l’interessato deve fare apposita domanda all’INPS.

Aspettativa retribuita per congedo per mutilati e invalidi civili

Gli invalidi civili e i mutilati, che abbiano una riduzione della capacità lavorativa ad di sopra del 50%, possono ottenere l’aspettativa retribuita dal datore di lavoro, per un periodo non superiore a 30 giorni in un anno. La finalità è quella di poter far fronte, in questo lasso di tempo, alle cure necessarie per il loro stato di invalidità, senza con questo perdere il diritto alla retribuzione. In tali ipotesi il dipendente dovrà fare formale richiesta scritta all’azienda presso cui lavora e, in particolare, sarà fondamentale l’attestazione del medico, il quale dichiara il bisogno di cure periodiche a favore del richiedente.

Aspettativa retribuita per donne vittime di violenza

Le donne vittime di violenzaincluse in percorsi di protezione (certificati dai servizi sociali del proprio Comune, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio), hanno invece la possibilità di avvalersi di un’aspettativa retribuita per un lasso di tempo massimo di tre mesi. Lo stipendio è anticipato e versato dall’azienda, ma di fatto è a carico dell’INPS. In quest’ipotesi, la lavoratrice deve tuttavia avvertire il datore di lavoro con almeno 7 giorni d’anticipo, dando notizia della data d’inizio e di fine del congedo e rendendo nota la certificazione del percorso che dovrà compiere. Per quanto attiene alla domanda, occorrerà farla online all’INPS oppure servendosi di un CAF o patronato.

Aspettativa per attività di volontariato

L’aspettativa retribuita scatta anche per lo svolgimento di attività di volontariato. Affinché sia attivato tale congedo, è necessario però che il lavoratore subordinato sia iscritto ad un’associazione inclusa nei registri regionali e nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile. Tale beneficio dura ben 180 giorni all’anno, di cui sessanta continuativi, al fine di prestare soccorso in caso di emergenza nazionale; oppure 90 giorni (di cui 30 continuativi) laddove si tratti di operazioni di assistenza e soccorso legate al verificarsi di eventi naturali come i terremoti.

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Aspettativa per lutto

La legge prevede l’aspettativa retribuita anche in caso di lutto: il dipendente ha infatti la possibilità di ottenere un permesso retribuito di 3 giorni lavorativi ogni anno, a causa della morte del coniuge o di un parente entro il secondo grado. Analoghe considerazioni valgono per il convivente, soltanto se la condizione di convivenza sia attestata mediante certificato anagrafico scritto. È chiaro che il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro i giorni di congedo in modo tempestivo: tale periodo di aspettativa retribuita va comunque usato dall’interessato entro 7 giorni dall’evento.

Concludendo, esistono ulteriori ipotesi di aspettativa retribuita, come quelle per percorsi di formazione professionale organizzati dal datore di lavoro o da strutture pubbliche, oppure quelle legate al richiamo alle armi per il servizio militare. Si tratta in ogni caso di situazioni che, debitamente documentate, consentono sia la conservazione del posto, sia il mantenimento della retribuzione.

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