Chi è Vittorio Colao: curriculum, patrimonio e carriera del manager

Da Omnitel a Vodafone, passando per Rcs e Morgan Stanley: chi è Vittorio Colao e quali sono le sue esperienze più significative.

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Chi è Vittorio Colao: curriculum, patrimonio e carriera del manager

Nella task force convocata dal governo per organizzare la ripartenza dell’Italia a fianco del team tecnico-scientifico, la guida porta il nome di Vittorio Colao, esplicitamente citato dal premier Giuseppe Conte durante la sua ultima conferenza stampa. Ma chi è Vittorio Colao e quali sono le sue esperienze più significative? Andiamo a riepilogare i punti chiave (in estrema sintesi) del suo profilo.

Chi è Vittorio Colao: profilo biografico e curriculum

Vittorio Colao nasce a Brescia il 3 ottobre 1961. Si laurea all’Università Bocconi di Milano, per poi recarsi alla Harvard University dove frequenta e consegue un Master in Business Administration. La sua prima importante esperienza lavorativa avviene a Londra, presso Morgan Stanley. In seguito, per circa un decennio, si trasferisce a Milano, dove lavora per la società McKinsey & Company.

Nel 1996, invece, sale ai vertici di Omnitel Pronto Italia, dove ricopre il ruolo di direttore generale. Segue tutto il processo di conversione del brand, che da Omnitel passa a Vodafone, diventando amministratore delegato della divisione italiana nel 1999, mentre due anni più tardi diventa il CEO della divisione regionale dell’aziende per l’Europa meridionale. Nel 2002 entra a far parte del consiglio di amministrazione di Vodafone e l’anno successivo diventa CEO regionale dell’azienda per l’Europa Meridionale, l’Oriente e l’Africa.

La sua avventura professionale alla Vodafone subisce una piccola battuta d’arresto nel 2004, anno in cui Colao passa alla RCS MediaGroup, sempre in qualità di amministratore delegato. Nell’ottobre del 2006 la parentesi alla RCS finisce e Colao torna in Vodafone come vice amministratore delegato, al vertice della divisione europea. Nel luglio del 2008 prende il posto di Arun Sarin come amministratore delegato dell’azienda. Stando a quanto riporta Panorama, nel 2011 il suo stipendio annuo comprensivo di bonus è stato di ben 17 milioni di euro (14 milioni di sterline). Infine, nel maggio del 2018 si dimette dall’azienda. L’ultimo incarico è quello più vicino nel tempo, al vertice della task force designata dal governo Conte II per sostenere il piano di rilancio del Paese, fermato dall’emergenza Coronavirus. Il suo gruppo dovrà “modificare le logiche dell’organizzazione del lavoro sin qui consolidate, ripensare alcuni radicati modelli organizzativi di vita economica e sociale”, per utilizzare le parole di Conte.

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