Sintomi Coronavirus bambini: quali sono i nuovi segnali d’allarme?

Sintomi coronavirus: nuove ricerche evidenziano dei “rischi” per i bambini, la categoria che finora sembrava più al sicuro dal Covid 19.

Neonato
Sintomi Coronavirus bambini: quali sono i nuovi segnali d’allarme?

Sintomi coronavirus: nuove ricerche evidenziano dei rischi per i bambini, la categoria che finora sembrava più al sicuro dal Covid 19. Nei pazienti più piccoli la sintomatologia da infezione di Sars Cov 2 potrebbe essere molto diversa da quella riscontrata negli adulti, comportando delle difficoltà al momento della diagnosi.

Sintomi Coronavirus: una sintomatologia “particolare” tra i bambini

L’infezione da Sars Cov 2 è riconoscibile da alcuni sintomi in particolare: a far scattare l’allarme, nella stragrande maggioranza dei casi, sono febbre e tosse, per esempio, così come le difficoltà respiratorie. Ciò però potrebbe essere valido solo per i pazienti adulti, infatti, una nuova ricerca apparsa su un’autorevole rivista di pediatria evidenzia come, quando colpisce i più piccoli, il Covid 19 si può manifestare – almeno inizialmente – in una forma decisamente diversa. Infatti, la malattia causata dal nuovo coronavirus procurerebbe ai bambini più che altro disturbi gastrointestinali e diarrea (sintomi che, tra l’altro, emergono talvolta anche nei pazienti adulti col progredire della patologia).

Il Sars Cov 2 si trasmette anche per via oro-fecale?

Dunque, suggeriscono gli scienziati autori dello studio, è facile che al momento di effettuare una diagnosi si escluda a priori il Covid. Con i risultati dello studio viene messa sul tavolo anche un’altra ipotesi: il Sars Cov 2 non si trasmetterebbe solo per via aerea, cioè attraverso le goccioline del respiro dei contagiati, ma anche per via oro-fecale, ossia attraverso il tratto digestivo (di fatto un’eventualità non esclusa dagli scienziati attualmente ma comunque ritenuta, di fatto, trascurabile). Sul punto gli autori della ricerca ricordano la somiglianza tra i recettori delle cellule polmonari e quelli delle cellule intestinali: una somiglianza tale che questi ultimi sarebbero dei bersagli ideali del coronavirus proprio come i primi.

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