Come si tornerà a scuola da settembre: le regole per il rientro in classe

Pronte le linee guida per organizzare il ritorno a scuola da settembre: anche qui regole all’insegna dei DPI e del distanziamento di sicurezza

Alunno
Come si tornerà a scuola da settembre: le regole per il rientro in classe

Pronte le linee guida per organizzare il ritorno a scuola da settembre: come per altri settori la ripartenza sarà all’insegna dei dispositivi di protezione individuale e del distanziamento di sicurezza tra le persone.

Scuola: di nuovo “in presenza” dal primo settembre 2020

Docenti, personale Ata e studenti verso il ritorno a scuola: non si sa ancora quando ripartirà l’anno scolastico 2020/2021 ma è ormai certo che, curva epidemiologica permettendo, le aule scolastiche riapriranno dal primo settembre per gli studenti che dovranno affrontare i corsi di recupero. Infatti, gli esperti del Miur hanno messo nero su bianco le linee guida anti-contagio che anche gli istituti scolastici saranno tenuti a far rispettare: come per altri settori, i principi base sono il mantenimento della distanza di sicurezza e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Ad esempio, per ogni ordine e grado, sarà obbligatorio tenere una distanza di almeno due metri tra banco e banco, inoltre, tranne per la scuola dell’infanzia, sarà obbligatorio per tutti anche indossare le mascherine. Queste si potranno togliere durante le interrogazioni ma a quel punto bisognerà tenere una distanza di due metri tra studenti e insegnante. Previsto anche uno scaglionamento degli ingressi: l’accesso a scuola sarà riservato solo a piccoli gruppi e cadenzato ogni mezz’ora (ingresso dalle 8 alle 10, con conseguente scaglionamento in uscita).

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Regole troppo rigide?

Per qualcuno le regole disposte per il ritorno a scuola sono destinate a porre delle problematiche non trascurabili. Si pensi solo al fatto che stabilendo un distanziamento di due metri – ma anche di un solo metro – tra i singoli banchi non tutti gli studenti di una classe potranno essere accolti simultaneamente in aula. Una delle prime soluzioni che il Miur vorrebbe proporre alle scuole consisterebbe nell’ampliamento dell’offerta formativa: in sostanza, si potrebbe dividere una singola classe in gruppi, ogni gruppo poi dovrebbe essere impiegato in una specifica attività (mentre una parte della classe assiste alla lezione, l’altra svolge un laboratorio). A quel punto però si porrebbe un altro problema facilmente immaginabile: quello della disponibilità di spazi. Poi c’è il problema degli orari di ingresso e uscita: un genitore che ha figli in scuole di diverso grado potrebbe dover dedicare il doppio del tempo per accompagnarli e andarli a prendere.

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