Covid-19: coronavirus mutato? Più contagioso, ma meno letale

Il Covid-19 è mutato? Il coronavirus sarebbe diventato più contagioso, aumentando la propria carica virale, ma meno letale. L’ipotesi allo studio.

Covid-19 coronavirus mutato
Covid-19: coronavirus mutato? Più contagioso, ma meno letale

L’11 marzo scorso l’Organizzazione mondiale della Sanità ufficializzò la pandemia di Covid-19, allora comunemente chiamato come nuovo coronavirus. Quando siamo arrivati al 20 agosto, e stiamo assistendo a una pericolosa crescita dei nuovi casi positivi nei Paesi europei, il presidente della Società Internazionale di malattie infettive, Paul Tambyah, intervistato da La Repubblica, ha affermato che il coronavirus è mutato, diventando più contagioso, ma al tempo stesso meno letale.

Covid-19 mutato: cosa significa e perché potrebbe essere una buona notizia

Effettivamente, nelle ultime settimane, in un agosto che ha visto un trend costante di crescita dei nuovi casi positivi, a fronte di un incremento dei contagi, non abbiamo visto un esponenziale aumento di ricoveri nelle terapie intensive, sebbene stiano aumentando, seppur di poco, negli ultimi giorni. Sembra dunque, anche a causa di questi dati, che il Covid-19 abbia subito una mutazione, denominata D614G, che lo abbia reso molto più contagioso (non è un caso la sua rapida propagazione in ogni angolo del globo), ma al tempo stesso meno letale.

Tambyah, che è anche segretario del Partito Democratico di Singapore, ha dichiarato che il nuovo coronavirus, attualmente, è più contagioso ma meno letale e questa “potrebbe essere una buona notizia”. Non ci sono grandi divergenze tra le due varianti, ma potrebbero essere cambiati alcuni dettagli del genoma dopo un numero di replicazione sufficiente che ha contribuito a un maggiore adattamento all’organismo umano. “Evoluzioni simili”, ha affermato Tambyah e puntualizzando su una maggiore diffusione, ma con meno sintomi, “sono la regola nel mondo dei virus”.

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Un vaccino potrebbe funzionare?

Altra buona notizia trapelata da Tambyah è che il virus sarebbe diventato più vulnerabile agli anticorpi e questo significa, in parole povere, che un vaccino sarebbe capace di neutralizzarlo. Infatti, con la presenza del virus con la variante D614G, non sono stati segnalati sintomi più gravi nelle persone contagiate, pur restando elevata la carica di microbi nel naso e nella gola.

Covid-19: carica virale aumentata, nuove infezioni in arrivo

Detto questo non significa che bisogna abbassare la guardia, anzi. Sembra infatti che la carica virale, vale a dire il numero delle copie di materiale genetico del virus presenti in un millimetro di materiale biologico che viene prelevato con il tampone, sta aumentando considerevolmente. Come riporta l’Ansa, questo potrebbe essere il segnale preoccupante di nuove infezioni in arrivo e di un conseguente incremento delle stesse. Infatti, tra fine luglio e inizio agosto la carica virale è inferiore a 10.000, mentre al momento è superiore a 1 milione. A dirlo il dottor Francesco Broccolo, virologo della Bicocca di Milano. “Il virus si replica bene in alcuni organismi” e inoltre “questi soggetti potrebbero essere dei super diffusori”, un rischio molto alto per le persone più vulnerabili. Dello stesso avviso l’infettivologo Massimo Galli dell’Ospedale Sacco e della Statale di Milano, per il quale stiamo assistendo a un “fenomeno che nell’ultimo periodo si è verificato più volte e che è il segnale di molte nuove infezioni”.

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