Autovelox: esiste anche quello del rumore. A cosa serve?

Autovelox: esiste anche quello del rumore. A cosa serve?

In svariate occasioni abbiamo parlato di autovelox: ad esempio ci siamo occupati del rapporto tra autovelox e distanza minima della segnaletica, oppure degli apporti della Cassazione sul tema. In effetti, si tratta di un’apparecchiatura tanto diffusa quanto temuta dagli automobilisti, come dimostrano anche i molti ricorsi contro multe inflitte per il tramite di questo strumento.

Ma forse non tutti sanno che esiste una specifica ‘variante’ del comune autovelox, che serve a rilevare il rumore prodotto in strada. Vediamo più nel dettaglio.

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Autovelox del rumore: di che si tratta?

In Italia ancora non è entrato in funzione, ma in altri paesi UE sì. In buona sostanza, l’autovelox del rumore serve, in qualche modo, a tutelare la salute della collettività. Ben sappiamo infatti quanto il rumore, il fracasso tipico delle strade di città, danneggi l’udito.

Proprio in Francia, ad esempio, è già utilizzata ampiamente questa sorta di misuratore del rumore, attraverso la rilevazione dei decibel prodotti dai mezzi a motore in circolazione. A Parigi è in funzione un dispositivo munito di quattro microfoni per la misurazione dei decibel ogni decimo di secondo. Detta apparecchiatura è in grado, servendosi di un computer che disegna la cd. ‘scia acustica’, di individuare la fonte del rumore in eccesso.

Il principio è molto semplice: l’autovelox del rumore, collegato alle stazioni di polizia sul territorio, individuerà chi è da sanzionare. Destinatari della multa saranno infatti gli “inquinatori acustici”.

La situazione in Italia

Come detto, in diversi paesi UE, tra cui anche il Regno Unito, l’autovelox del rumore è già usato per sanzionare chi produce un frastuono eccessivo mentre è alla guida: non di rado si tratta di sanzioni rivolte a proprietari di mezzi che poi si scoprono truccati. Il punto è che gli autovelox del rumore, laddove sono utilizzati, fanno parte di un più ampio e dettagliato piano di contrasto all’inquinamento acustico; inoltre, sono svolti test indispensabili per l’impiego di dette apparecchiature. Insomma, nulla è lasciato al caso.

E non deve stupire che in Italia, sebbene se ne parli ormai da anni, l’autovelox del rumore non sia ancora stato introdotto sulla rete viaria, nè quanto meno testato.

C’è però chi ne sostiene l’utilità e ne promuoverebbe l’utilizzo, giacchè i rumori molesti, prodotti dai mezzi a motore in circolazione nelle vie cittadine, non derivano in verità soltanto dall’installazione di marmitte truccate, bensì anche dall’ascolto di musica a volume elevatissimo. Il tratto distintivo dell’autovelox del rumore, che certamente meriterebbe di essere impiegato anche in Italia, è dato dal fatto che con esso si possono rilevare tutti i suoni e rumori che costituiscono inquinamento acustico, e che dunque oltrepassano una certa soglia. Ciò indipendentemente dalla loro origine e a tutto vantaggio della salute della collettività.

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Nonostante la mancanza di questo dispositivo nel nostro paese, la circolazione di veicoli rumorosi è comunque punita dal Codice della Strada. Ci si riferisce all’art. 155 di detta fonte normativa, il quale dispone che: “Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa“. Inoltre, sempre in detta disposizione si trova scritto che: “Nell’usare apparecchi radiofonici o di riproduzione sonora a bordo dei veicoli non si devono superare i limiti sonori massimi di accettabilità fissati dal regolamento“.

Concludendo, non possiamo non menzionare che cosa si rischia concretamente, se è violata la regola citata: ebbene, scatta la multa o sanzione amministrativa pecuniaria, corrispondente al pagamento di una somma oscillante tra un minimo di 42 e un massimo di 173 euro. Insomma, quanto basta per invogliare l’automobilista a non produrre rumori molesti e fastidiosi durante la guida.

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