Pensione di invalidità: ecco quando l’Inps la toglie ai percettori

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Pensione di invalidità: ecco quando l’Inps la toglie ai percettori

E’ importante sapere quando l’Istituto di previdenza può far venir meno il diritto a percepire la pensione di invalidità civile. Esistono infatti ben 3 casi distinti, per i quali si perde il beneficio in oggetto. Qui di seguito vogliamo vedere da vicino proprio questi 3 casi, cercando di capire entro quali circostanze e limiti l’Inps può intervenire. Facciamo chiarezza.

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Pensione di invalidità civile: il contesto di riferimento

In effetti, il tema delle pensioni comporta il rischio di fare confusione, tanto da sbagliarsi facilmente e confondere tra pensione di invalidità civile, pensione di inabilita, pensione per sordomuti e ciechi, pensione di accompagnamento, e così via. Non deve stupire insomma che le prestazioni pensionistiche siano tantissime e differenti tra loro.

In particolare, con il termine “pensione di invalidità”, il legislatore fa riferimento ad un insieme di prestazioni. La pensione di invalidità non attiene soltanto all’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge n. 222 del 1984, ma è possibile inserirvi anche:

Focalizzandoci sull’assegno ordinario di invalidità, che qui più interessa, ricordiamo che detta prestazione è regolata dalla legge n. 222 del 1984 ed è una prestazione Inps versata a coloro i quali hanno una certa riduzione della capacità lavorativa.

Requisiti e destinatari della prestazione

L’art. 1 della normativa appena citata stabilisce che: “Si considera invalido, ai fini del conseguimento del diritto ad assegno nell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi gestita dall’Istituto nazionale della previdenza sociale, l’assicurato la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo“.

Ricordiamo altresì che per poter incassare la pensione di invalidità, oltre al citato requisito della riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo, occorre avere:

Inoltre, va rimarcato che possono accedere alla pensione di invalidità i lavoratori subordinati, gli autonomi ed i parasubordinati. Sono per legge invece esclusi coloro che lavorano nell’ambito del pubblico impiego.

In quali casi l’Inps può togliere la pensione?

A questo punto, dopo aver richiamato i tratti essenziali della ‘pensione di invalidità’, vediamo in quali specifiche circostanze l’Inps può intervenire, facendo venire meno il diritto al trattamento in questione.

Ebbene, è noto che quando una Commissione legale INPS ad hoc certifica la condizione di inabilità, il contribuente matura il diritto ad incassare sostegni di vario tipo. Si tratta di misure economiche e assistenziali, finalizzate a aiutare economicamente la persona che giornalmente lotta contro le limitazioni della patologia cronica. Ma appunto il diritto alla pensione di invalidità sussiste se ricorrono altresì precarie condizioni economiche.

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Vi sono insomma limiti di reddito per poter richiedere la pensione di invalidità civile. Di seguito, ecco dunque i 3 casi nei quali l’INPS può togliere la pensione di invalidità civile ai percettori. Vediamo quali sono:

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