Il governo chiede il parere degli italiani sulle riforme costituzionali

Riforme costituzionali, il governo chiede il parere degli italiani

Una consultazione online che «intende raccogliere il contributo dei cittadini sulle riforme costituzionali». Un inedito, per l’Italia (eccezion fatta per l’iniziativa del governo Monti sulla spending review, presto finita nel dimenticatoio). Il ministro per le Riforme costituzionali, Gaetano Quagliariello (Pdl), ha però deciso di provarci, dando la possibilità agli italiani di dire la loro su un tema da sempre estremamente delicato.

E ha deciso di farlo attraverso un sito Internet, www.partecipa.gov.it, che dallo scorso 8 luglio e fino al prossimo 8 ottobre permetterà agli internauti di essere protagonisti in prima persona del processo di riforma in atto. Come? Con la compilazione di due distinti questionari: uno «breve», composto da “sole” 8 domande («per rispondere occorrono un indirizzo di posta elettronica e almeno 5 minuti di tempo», è specificato sul portale) e uno di «approfondimento» (14 domande con l’aggiunta di alcuni campi aperti), nel quale vengono meglio analizzate le tematiche del primo. Nel primo questionario si domanda – per esempio – se l’attuale forma di governo deve essere modificata e come, a che età si dovrebbe diventare parlamentari, se le province vanno abolite e via discorrendo. Nel secondo, come dicevamo, si entra nello specifico: si parla di revoca e nomina dei ministri, della possibilità di rielezione per il presidente della Repubblica, del rapporto fra Capo dello Stato, Governo e Parlamento. La consultazione prevede anche una terza fase di «discussione pubblica» che sarà annunciata «sui siti istituzionali» presumibilmente dopo la pausa estiva.

Che ne sarà, poi, dei risultati? Questi, è scritto sul sito della consultazione, «confluiranno in un rapporto che sarà pubblicato online e consegnato alla Presidenza del Consiglio». Le critiche, come consuetudine, non mancano. Anche perché, di mezzo, c’è pure il lavoro della commissione dei saggi. Su questo punto, il ministro Quagliariello ha assicurato che è «fondamentale per il governo sapere se quello che dicono gli esperti è confermato o smentito da una consultazione popolare in rete, quindi se tra le élite intellettuali del nostro Paese e il sentimento popolare c’è concordanza oppure rottura», specificando comunque che «la scelta politica rimane autonoma e non legata né all’uno né all’altro».

Sul regolare svolgimento della consultazione che, stando a quanto reso noto dalla pagina Facebook aperta per promuovere la partecipazione degli utenti sui social network, ha già visto gli italiani intervenire attivamente – più di 30mila i questionari già compilati – “vigilerà” un comitato scientifico presieduto dall’ex ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, e composto da Istat e Fondazione Ahref (guidata dal giornalista Luca De Biase). Ma “Partecipa” sembra essere solo l’inizio di un progetto a più ampio spettro. «Alla chiusura della consultazione – ha infatti annunciato Quagliariello – lo spazio web www.partecipa.gov.it diventerà piattaforma permanente per l’aggregazione delle iniziative di consultazione e di partecipazione del governo e dei Ministeri e per l’approfondimento e la condivisione di tematiche civiche». Giorgio Velardi