Dati AGCom Maggio 2013

Dati AGCom: il mese di maggio 2013, dopo le tempeste del periodo elettorale e le fasi travagliate dell’elezione del Presidente della Repubblica e della formazione del governo, è il periodo del rientro alla normalità politico-mediatica del Paese.

Sono quindi di particolare importanza i dati AGCom relativi a questo momento perché identificano con certezza i nuovi assetti e posizionamenti delle reti TV, e possono quindi dare un’idea della direzione verso cui è diretto il gotha mediatico italiano.

Malgrado il governo di larghe intese, i dati sono stati aggregati seguendo le divisioni della campagna elettorale tra aree politiche, in modo da evidenziare lo stacco tra il periodo elettorale e quello successivo.

Dati AGCom maggio 2013

 

Dati AGCom 2013 aggregati per mese

Nel mese di maggio le ore di informazione politica si sono attestate a 377 ore, un valore che conferma l’andamento discendente dei mesi precedente, ma ancora piuttosto elevato.

Dai dati grezzi emerge come per il secondo mese consecutivo il PD sia primo partito in televisione, ma rispetto al predominio totale del mese precedente questa volta i democratici hanno un esile margine di separazione dal PdL, più per un reale calo del PD che per una vera e propria crescita della formazione berlusconiana.

L’autoisolamento imposto nel M5S e la sua estraneità all’azione di governo si riflettono sulla sua esposizione mediatica, che scende di cinque punti percentuale da aprile a maggio, ma di ben undici punti se si effettua il raffronto con il mese di marzo.

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Chi si mostra invece in crescita è – come era naturale – Presidenza del Consiglio e Governo, che dopo il periodo elettorale riprendono appieno la propria attività.

In questo caso, la TV segue piuttosto fedelmente l’andamento istituzionale: PD e PdL concorrono in un governo cone elementi paritari – malgrado le differenze numeriche in Aula – lasciando ben poco spazio alle forze di opposizione.

Dati AGCom maggio 2013 aggregati per
area politico-culturale
Dati AGCom 2013 aggregati per
area politico-culturale

Anche spostando l’analisi a livello di coalizione il centrosinistra risulta prima forza in TV ma con un restringimento del divario che lo separava dal centrodestra.

Non considerando in questa tipologia di analisi il tempo dedicato alle istituzioni, è tuttavia possibile verificare come sia cambiata l’influenza delle differenti aree politiche. In questo ambito si nota come il centrosinistra, pur in calo sul mese precedente, sia comunque al suo secondo valore nell’anno 2013 e comunque a cifre nettamente superiori a quelle degli anni passati, sotto i governi Berlusconi e poi Monti. Dal canto suo il centrodestra, pur su valori molto alti se considerati nell’ambito del 2013, si attesta in realtà su cifre in calo rispetto agli anni precedenti.

La conformazione politica in realizzazione, quindi, vede un rafforzamento delle posizioni del centrosinistra rispetto al periodo pre-elettorale, sia pure in misura minore tanto rispetto alle attese della vigilia quanto rispetto ai risultati numerici effettivamente conseguiti nelle ultime elezioni politiche.

Il secondo tema portante di questo nuovo assetto politico è la scomparsa del centro inteso come schieramente intermedio tra centrodestra e centrosinistra, e la sua sostituzione con il MoVimento 5 Stelle, vero e proprio Terzo Polo della politica italiana. Viene così sancito il fallimento del progetto di Casini di ritagliarsi uno spazio intermedio tra i due poli principali, e corona invece il proprio successo Grillo con la sua scelta di presentarsi in posizione “altra” rispetto ai concetti di sinistra e destra.

A livello di singole testate si registra come il centrosinistra ottenga i suoi massimi su Rainews, TG3 e MTV News laddove il centrodestra è maggiormente in forze su Studio Aperto, TG4 e TG2. Il MoVimento 5 Stelle, infine, ha i suoi punti di forza su TGCOM, MTV News e TGLa7.

Dati AGCom maggio 2013 aggregati per
Istituzioni – Maggioranza – Opposizione

 

Dati AGCom 2013 aggregati per
Istituzioni – Maggioranza – Opposizione

Analizzando invece i dati a livello di maggioranza, opposizione e istituzioni emerge come atteso il balzo di queste ultime, che con un incremento di oltre il 21% diventa la prima categoria del mese. A fare le spese di questo rapido aumento sono maggioranza e opposizione in maniera quasi paritaria, con il 13% di calo per la prima ed il 9% per la seconda. In realtà, poiché le forze che compongono la maggioranza di Letta erano nettamente maggioritarie nei mesi precedenti, il 9% rubato alle forze di opposizione (M5S, SEL e Lega) pesa infinitamente di più della quota di diminuzione della maggioranza parlamentare.

Il mese di maggio evidenzia quindi il reale nuovo corso della TV al tempo delle larghe intese, dove il predominio del centrodestra che aveva caratterizzato tanto i governi Berlusconi quanto l’esecutivo Monti pare essersi interrotto in favore di un trattamento davvero paritario tra le due anime del Governo.
In realtà non bisogna però dimenticare come il PD sia a tutti gli effetti azionista di maggioranza dell’esecutivo, se non altro per la maggioranza molto ampia di cui dispone alla Camera dei Deputati; questo atteggiamento paritario, visto a fronte di una situazione parlamentare che paritaria non è, costituisce quindi l’ennesima penalizzazione verso le forze politiche progressiste, e si pone quindi non come stacco, ma in perfetta continuità con l’andamento degli anni precedenti.

Saranno i mesi successivi a dire se vi sarà veramente una svolta oppure se l’informazione telegiornalistica italiana continuerà ad essere nel suo complesso orientata a destra.