Sandro Bondi “Non starò in partito diviso da correnti”

bondi forza italia

 

Sandro Bondi si ribella ed esterna tutto il suo disappunto. “Io non ci sto”, fa sapere Bondi che passa rapidamente in rassegna i connotati di un partito con il quale, nelle condizioni attuali, non si sente più in sintonia. “Se il Pdl-Forza Italia si avvia a diventare un partito di correnti, animosamente contrapposte sulla base di ragioni di puro potere, e se la prospettiva è quella di accettare supinamente, pur con qualche vibrante dichiarazione di facciata, la decadenza di Berlusconi dal Parlamento, oltre al fatto di dover votare a qualunque costo una legge di Stabilità che contribuirà a peggiorare la crisi e la sofferenza di tutti gli italiani, personalmente – avverte il coordinatore Pdl – dopo tanti anni di onesto impegno non potrò approvare e riconoscermi in queste scelte”.

Sandro Bondi

Pdl: Berlusconi vede ‘lealisti’ – Il leader del Pdl ha incontrato a pranzo il capofila dei lealisti, Raffaele Fitto, i due ‘falchi’ Denis Verdini e Sandro Bondi, il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri e Altero Matteoli. Al centro delle discussioni l’appello all’unità del partito fatto dallo stesso Cavaliere e disatteso dalle due ‘anime’ che ormai si contrappongono da settimane. Inoltre si è parlato di altri nodi che agitano il Pdl, primo fra tutti il sostegno al governo sia sulla legge di stabilita’ che, soprattutto, dopo il voto sulla decadenza del Cavaliere da senatore. In proposito, ieri, Angelino Alfano ha ribadito – incontrando i ‘governativi’ – la necessità di proseguire con il governo Letta anche qualora la decadenza di Berlusconi fosse confermata dall’Aula del Senato.