Vertice tra Letta e Hollande: “Basta austerità Sforzi per Europa dei popoli e della crescita”

“Un rafforzamento straordinario dell’intesa fra i nostri due Paesi”: fotografa così, con le migliori intenzioni, il presidente del Consiglio Enrico Letta il vertice bilaterale con il presidente francese François Hollande, terminato da poco a Villa Madama.

E’ ottimista Letta, almeno nelle intenzioni: “Italia e Francia vogliono lavorare perché la prossima legislatura europea, 2014-2018, sia quella della crescita: vogliamo lasciarci dietro la legislatura della crisi e dell’austerità“. Si tratta di “un obiettivo per cui vale la pena di prendere il vessillo, lo stendardo di una battaglia che è tutta politica e a favore dell’Europa dei popoli. Italia e Francia combatteranno insieme questa battaglia dell’Europa dei popoli”.

Per Letta è importante che il prossimo Consiglio europeo a dicembre “applichi definitivamente e consenta la partenza dell’Unione bancaria”, ma ancora di più occorre un’intesa forte Francia-Italia sulla governance della zona dell’Euro e c’è bisogno di far emergere finalmente gli aspetti positivi della moneta unica. “La legislatura della crescita sarà il titolo del semestre di presidenza italiano“, assieme alle politiche dell’immigrazione. 

Anche Hollande è stato chiaro sul futuro dell’Europa e sul da farsi: “Se l’Europa si ferma, crolla. Quindi deve andare avanti ed è responsabilità di due Paesi fondatori come Italia e Francia”. Anche per questo da parte sua ci sarà molto impegno per le elezioni di maggio: “Ora entra in gioco l’ideale dell’Europa”. Sull’Unione bancaria assicura che Italia e Francia andranno fino in fondo: “L’unione significa conferire capacità alla zona euro di impedire le difficoltà che si potrebbero presentare alle banche e all’erogazione del credito. Regolamentare l’unione bancaria significa dare armi alla zona euro” e prevenire una “crisi finanziaria” come quella che l’Europa sta vivendo.

IL DOCUMENTO FINALE

Nella dichiarazione che conclude il vertice bilaterale tra Letta e Hollande è scritto a chiare lettere: la Tav è una priorità per entrambi i paesi. “I governi di Italia e Francia – si legge – considerano la nuova linea Lione-Torino un cantiere aperto di cui sottolineano il carattere prioritario della realizzazione”. Da questo punto di vista, i paesi si impegnano a fare tutti i passi per ottenere il cofinanziamento comunitario e di compiere tutti gli adempimenti perché i nuovi lavori possano iniziare quanto prima.

Sul fronte economico e sociale, in cima alla lista delle preoccupazioni c’è (o dovrebbe esserci) la lotta alla disoccupazione e all’esclusione sociale. Viene confermata “la volontà di lavorare con determinazione per lo sviluppo di una vera dimensione sociale in Europa e nell’Unione economica e monetaria” per dare risposte concrete in materia di occupazione e politiche sociali. Lo scopo finale sarebbe “promuovere una crescita equilibrata nell’interesse dei cittadini europei”, facendo del semestre di presidenza italiano in arrivo un laboratorio per tutto questo. Si dovrebbe però lavorare concretamente anche per l’Unione bancaria.

Guardando agli esteri, i due paesi chiedono “passi concreti” all’Iran sul nucleare, anche se riconoscono che l’approccio alle discussioni con l’Occidente è cambiato. Quanto alla Siria, la dichiarazione annuncia “appoggio agli sforzi attuali per la convocazione della conferenza di Ginevra 2” per ottenere “l’insediamento di un governo di transizione dotato di poteri esecutivi pieni che controlli tutte le istituzioni, comprese le forze armate, i servizi di sicurezza e l’intelligence“. Sulla Libia, invece, preoccupa e dispiace “che la transizione politica sia finita in impasse“.

Italia e Francia però saranno molto impegnate anche sul fronte dell’eurodifesa, che sarà al centro del prossimo Consiglio europeo.

IL TEMA CALDO DELLA TAV

Durante il bilaterale si è parlato anche della Tav: è lo stesso Letta a dirlo, precisando che “è una grande infrastruttura che va avanti, perché rappresenta un asse strategico europeo, ed é fondamentale che il nostro Paese dentro l’Europa sia all’interno di questi assi strategici“. Il presidente Hollande ha aggiunto che “l’inizio dei lavori della Torino-Lione potrà avvenire a fine 2014, inizio 2015”.

Non può esimersi Letta dall’esprimere “profondo dispiacere per gli incidenti che si sono verificati oggi a Roma, insieme all’auspicio e la speranza che non abbiano creato danni irreparabili”. La Tav però non si ferma e, anzi, i progetti non sono esauriti: “Vogliamo spingere anche la Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza per rendere i due Paesi ancora più osmotici”.

Gabriele Maestri