Il governo Renzi ha giurato: è gelo con Letta “Compito tosto e difficile ma ce la faremo”

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Nel giorno del giuramento Renzi per ringraziare chi gli ha inviato messaggi di auguri e di incoraggiamento e per garantire “ce la faremo” ha scelto ancora Twitter.

Nel salone delle feste del Quirinale il giuramento del Governo Renzi composto da sedici ministri di cui otto uomini e otto donne. Renzi è il più giovane presidente del Consiglio della storia della Repubblica. Presente anche la first lady, Agnese.

Lupi “Un pò di continuità serviva” – Il ministro Maurizio Lupi, confermato alle infrastrutture, commenta il nuovo governo e sempre su Twitter scrive  “un pò di continuità serviva”, nonostante fosse considerato uno dei più “freddi” dinanzi all’ipotesi di avvicendamento Letta-Renzi

Inizia il giuramento, alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il primo a giurare è ovviamente il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Dopo Renzi tocca a Maria Elena Boschi, neo Ministro per le Riforme e per i Rapporti con il Parlamento. E’ il ministro più giovane dell’esecutivo Renzi, elegantissima in abito blu elettrico. Dopo di lei è il turno dell’altra giovanissima democratica dell’esecutivo, peraltro in dolce attesa: Marianna Madia, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione. Ancora una donna: è il turno dell’ex Sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta, responsabile per gli Affari Regionali, la cui scelta ha fatto infuriare Civati. Subito dopo tocca al neo Ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che prende il posto di Emma Bonino. Il primo uomo a giurare – dopo il Presidente del Consiglio Renzi – è Angelino Alfano, leader di NCD che perde la Vicepresidenza del Consiglio ma mantiene il Viminale. Dopo di Alfano è il turno di Andrea Orlando, neo Guardasigilli. Secondo le voci circolate nelle ultime ore, la sua è stata la scelta che ha rallentato le trattative nella giornata di ieri, con Napolitano fermamente contrario alla nomina di un magistrato come Gratteri alla Giustizia. Tocca quindi a Roberta Pinotti, nuovo Ministro della Difesa. Dopo di lei, un’altra donna: Federica Guidi, proveniente da Confindustria e nuovo Ministro per lo Sviluppo Economico.

E’ il turno di Maurizio Martina, 35-enne del PD nuovo responsabile del dicastero per le Politiche Agricole. Quindi tocca a Gian Luca Galletti, nuovo ministro dell’Ambiente ed unico membro dell’UDC nell’esecutivo. Un altro confermato: Maurizio Lupi, NCD, mantiene il Ministero dei Trasporti. Dopo di lui, un ministro che farà discutere, soprattutto per la sua provenienza giudicata da alcuni “troppo di sinistra”: Giuliano Poletti, nuovo responsabile del Welfare. Esce un ex Rettore ne entra un altro: al posto della Carrozza subentra Stefania Giannini, nuovo Ministro dell’Istruzione nonché coordinatrice di Scelta Civica. Dopo tocca a Dario Franceschini, ex segretario del PD e nuovo responsabile delle Attività Culturali. L’ultimo ministro a giurare è Beatrice Lorenzin, confermata alla Sanità.

E’ terminato il giuramento: è il momento della foto di gruppo. Volti sorridenti, comprensibile emozione per le “new entry”. A breve inizierà il primo Consiglio dei Ministri dell'”era Renzi”. Da segnalare l’assenza del nuovo Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ancora in fase di rientro dal G20 di Sydney. Mentre è ancora in corso il brindisi, uno dei primi tweet spetta alla Lorenzin, che ha immortalato il momento della stretta di mano con il nuovo Presidente del Consiglio.

Arrivano alla spicciolata le prime sintetiche dichiarazioni dei membri dell’esecutivo, dinanzi ai giornalisti in attesa. Il primo è Andrea Orlando, che sottolinea l’inizio di “una fase importante per il paese”. Sulla stessa lunghezza d’onda Roberta Pinotti, che parla di un “grande impegno”. Soddisfatta anche Stefania Giannini, mentre Dario Franceschini ritiene un “orgoglio poter guidare le Attività Culturali nel Paese con il più grande patrimonio culturale del Mondo”, sottolineando come questo esecutivo segnerà una discontinuità “tornando ad investire nella Cultura, dopo anni in cui era stata posta in secondo piano”, una stoccata piuttosto esplicita soprattutto nei confronti di Giulio Tremonti e del suo famoso “non si mangia con la Cultura”. Maurizio Lupi sottolinea che il cambio di governo “non è una sconfitta, ma conferma che siamo in una fase eccezionale” ed individua tra le priorità “una rapida riforma elettorale, a patto di rivedere il bicameralismo perfetto”. La più aperta dinanzi alle telecamere è Marianna Madia, neo responsabile per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, che traccia già un percorso ben definito basato su “un cambio delle priorità rispetto alle precedenti riforme della Pubblica Amministrazione, con la necessità di una mobilità dei dirigenti, in modo tale da valorizzarne la professionalità“. Una parola anche per i precari della PA, “vera piaga da risolvere, poichè vittime del sistema di accesso”, anche se aggiunge che “non sarà facile, perciò non me la sento di fare particolari promesse”. Intanto arriva anche il primo tweet del Presidente del Consiglio uscente, Enrico Letta.

   Nel frattempo, a Palazzo Chigi è avvenuta anche la cerimonia del passaggio del campanello tra Enrico Letta e Matteo Renzi, in un’atmosfera piuttosto gelida. Un po’ di delusione trapela anche nella cerimonia del picchetto, con cui Letta si congeda dalla Presidenza del Consiglio. L’umore di Letta è confermato anche dal suo successivo tweet:

 

Dopo la cerimonia è il momento del primo Consiglio dei Ministri.

Redazione