Quote rosa, parità totale dal 2019

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Quote rosa: relatrice,c’è intesa,parità totale dal 2019. “Raggiunto un accordo con una norma transitoria per il 2014, con l’annullamento della terza preferenza se non si rispetta l’alternanza. A partire dal 2019 ci sarà invece la presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista”. Così la senatrice Doris Lo Moro, relatrice in aula sulla parità di genere alle Europee.

“Quando si tratta di legiferare per i diritti delle donne c’è sempre motivo per rinviare, per dire che il problema è un altro. Oggi però è il momento della sintesi e io non mi sottraggo ai miei doveri di relatore”. Così la senatrice Doris Lo Moro, relatrice in aula sulla parità di genere (quote rosa) nella legge elettorale per le europee.

“La sintesi non può non tenere conto di un dato, quello di partenza: discutiamo di un provvedimento mentre la campagna elettorale è già iniziata – sottolinea l’esponente Pd -oggetto di pressioni di tutti i tipi e non solo per il rispetto della parità di genere. Si è raggiunto un accordo con una norma ‘transitoria’ per le prossime elezioni di maggio per il 2014, con l’annullamento della terza preferenza se non si rispetta l’alternanza. Sono dunque ipotizzabili preferenze dello stesso genere per le prime due preferenze ma non per la terza. La proposta prevede poi, a partire dal 2019 la presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato”. “Il punto di sintesi è stato trovato al termine del confronto tra gruppi parlamentari e il governo. A chi non si trova d’accordo voglio dire che lo capisco, perché nemmeno io ero d’accordo, ma c’è una larga maggioranza che sostiene la proposta e non se ne può non tener conto. Sapremo nel futuro se quella di oggi è una vittoria parziale o una sconfitta – conclude la senatrice Lo Moro – Oggi chiudiamo l’iter parlamentare nei termini condivisi da gran parte dell’aula”.

M5S su quote rosa “accordo truffa” – “Ritiro la firma dal disegno di legge per la parità di genere alle elezioni europee. Con le tre preferenze, in tutte le circoscrizioni si avrà un meccanismo che non tutelerà le candidate. Basta inganni”. Lo afferma Elena Fattori, portavoce al Senato del Movimento 5 Stelle, definendo l’intesa “un accordo truffa ai danni delle donne”.

Voto al Senato – Il Senato approva con 155 sì, 58 no e 15 astenuti l’intensa sul ddl sulle europee che introduce la parità di genere dal 2019. L’intesa tra Pd, Ncd e Fi prevede una norma transitoria che vale solo se si danno tre preferenze, la terza deve esser di sesso diverso dalle prime due.

Redazione