Debiti Pubblica Amministrazione, la difesa del Governo dopo scommessa persa dal premier

60 miliardi di debiti Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese. Il governo si difende dalle accuse. Il governo cerca riparo dalla pioggia di accuse, provenienti da più fronti, in merito allo status dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese. Passato il 21 settembre, il fatidico giorno di San Matteo indicato lo scorso marzo da Renzi nello studio di Porta a Porta come termine ultimo  per  liquidare tutti i debiti dello stato nei confronti delle imprese, arriva la resa dei conti da parte delle opposizioni del governo e non solo.

Puntuale infatti arriva l’affondo di Beppe Grillo, che contesta al Premier di aver effettivamente pagato solamente 30 miliardi di debiti, peraltro con i soldi stanziati dai precedenti governi: “Basta farsi un giro sul sito del Mef o leggere i giornali per scoprire che siamo a circa 30 miliardi effettivamente erogati. Tra l’altro si tratta di soldi in gran parte stanziati dai governi precedenti, per cui i meriti di Renzi sono pressoché pari a zero. Ora siamo curiosi di sapere se il capo del governo smaltirà qualche chilo andando a piedi in pellegrinaggio a Monte Senario” scrive il portavoce M5S nel suo blog.

 

Forza Italia rincara la dose per bocca di Antonio Tajani, Vicepresidente del Parlamento Europeo, sostenendo un ammanco maggiore nei conti dell’Amministrazione: “La pubblica amministrazione deve pagare almeno altri 60 miliardi alle imprese, una trentina di quelli stanziati e altrettanti da stanziare. E si tratta di debiti accumulati al 31/12/2012. Per non parlare del mancato rispetto della direttiva europea.” Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi invece, pur sottolineando il grave stato di difficoltà in cui versano attualmente le imprese italiane stempera la tensione ponendo l’accento anche sui risultati del governo: “Io personalmente invece di San Matteo gli proponevo il giorno di San Giorgio che è il 23 di ottobre. Qualcosa è stato fatto, finora sono stati pagati circa una trentina di miliardi e ci sono fondi per arrivare circa al pagamento del 50% dei debiti, le aziende sono in difficoltà.”

Il governo tuttavia in una nota ufficiale fornisce una versione diversa in merito allo status dei pagamenti, spiegando che i debiti solvibili sarebbero “solo” di 30 miliardi, esclusi 2-3 miliardi per investimenti, e che il mancato pagamento sarebbe da imputare non ad una mancanza di risorse, ma agli inevitabili ritardi dovuti alla nuova procedura via web. Infatti Palazzo Chigi: “Grazie all’accordo tra Governo, banche e Cdp, lo Stato si è messo nelle condizione di pagare tutti i debiti”

Secondo il governo ad oggi non sarebbe neppure possibile avere un quadro chiaro e preciso dei debiti ai quali l’amministrazione dovrebbe far fronte ed è proprio per questa ragione che il governo punterebbe ad un maggiore utilizzo del web: “Il motivo per il quale la fatturazione elettronica, che abbiamo introdotto tra le novità della riforma della Pubblica Amministrazione lo scorso giugno, è lo strumento chiave per determinare, d’ora in avanti, il chi, il quanto e il quando dell’impegno preso dallo Stato nei confronti dei suoi creditori”.

Palazzo Chigi ammette le difficoltà di queste operazioni dal punto di vista procedurale, ma sottolinea la volontà e lo sforzo di semplificare ed imporre efficenza la pubblica amministrazione, anche vantando l’introduzione di un sistema “permetterà di controllare se tutti gli enti centrali pagano a 30 giorni” e che si vuole estendere anche nei confronti delle amministrazioni locali.

 Riccardo Bravin