Pagellone Elezioni Regionali 2015: i voti di Termometro Politico ai protagonisti del voto

fumetto con tavolo e tre cartelli con scritta rossa del numero dieci

Dopo analisi, controanalisi e riflessioni, la redazione di Termometro Politico ha deciso di realizzare un pagellone in stile Controcampo dei protagonisti delle ultime elezioni regionali. La valutazione di ciascun personaggio è ottenuta grazie alla media dei voti assegnati dai membri della redazione* e tiene conto non solo dell’esito delle elezioni, ma anche del comportamento in campagna elettorale.

Infografica qui di seguito:

 

Matteo Renzi: 5 – Attende l’esito delle regionali giocando a Pes sulla Play Station insieme a Orfini. Poi, dopo il 5-2, cambia gioco e vola in Afghanistan con la mimetica per completare il livello di Call of Duty. La stella di Matteo non brilla a queste elezioni, che fanno suonare un piccolo (?) campanello d’allarme per il suo Pd. GAME BOY

Matteo Salvini: 8 – Il vero vincitore di queste elezioni è lui. E per favore, non chiamatelo più “l’altro Matteo”. “Sua ubiquità” Salvini entra nei salotti televisivi con la stessa frequenza con cui Paul Gascoigne si reca nei centri di recupero per alcolisti. In tv è ovunque, e qualche anziano giura di averlo visto apparire persino nel microonde. Risultato? Urne piene. In Veneto vince facile, e in Liguria – complice soprattutto l’harakiri del centrosinistra – riesce nell’impresa di far eleggere Giovanni Toti. Mago Silvan? No, MAGO SALVIN

Silvio Berlusconi: 4 – Senza Salvini, non va da nessuna parte. I rapporti di forza sono ufficialmente mutati nel centrodestra e ora è lui a dover fare da spalla alla Lega. Mediaticamente non brilla più la sua stella, ma Silvio ci tiene comunque ad oscurare tutte le altre dal punto di vista politico. POLTERGEIST

Beppe Grillo: 6 – In campagna elettorale si vede poco e lascia spazio ai suoi ragazzi. E i risultati arrivano: il suo MoVimento Cinque Stelle – per citare un’analisi dell’Istituto Cattaneo – “si consolida sul territorio e non soffre per la prima volta dalla sua nascita le elezioni amministrative”. Allo stesso tempo però “nel confronto con le ultime chiamate alle urne, perde voti ovunque”. CAMALEONTE

Raffaella Paita: 3,5 – Peggio di lei, solo LadyLike Moretti. Ma almeno la candidata veneta ha dovuto vedersela con un avversario forte come Zaia. Mentre Paita è stata sconfitta da Giovanni Toti. Le liti con Pastorino le tolgono voti ed energie, ma è sbagliato attribuire le responsabilità della sua disfatta solamente al candidato di Civati. LELLA FAIDA

Giovanni Toti: 6,5 – Conosce la Liguria nella misura in cui Totò e Peppino conoscevano Milano. La regione di cui ora è presidente è il suo habitat, più o meno come lo è l’Antartide per un’antilope. All’inizio la poltrona di governatore per lui sembrava un miraggio, ma il suicidio del centrosinistra gli ha spianato la strada verso il successo. La sua performance ricorda quella del pattinatore Steven Bradbury alle olimpiadi invernali del 2002. TOTI LIGURE

https://www.youtube.com/watch?v=ONGYoUY6UhI

Rosy Bindi: 5 – A poche ore dal voto se ne esce con la lista degli “impresentabili” – scelta criticata anche dal presidente dell’Anticorruzione, Cantone – che però non compromette il successo in Campania di Vincenzo De Luca. RANCOROSY

Alessandra Moretti: 2,5 – Sarebbe fin troppo facile ironizzare sulla disfatta della candidata del Pd in Veneto. Ed è per questo che lo facciamo. La partita con Zaia è stata equilibrata e sul filo del rasoio più o meno come Brasile-Germania agli ultimi mondiali: nessun golden goal per la Moretti. GOLDEN LADY

Luca Zaia: 8,5 – Non si viene rieletti col 50,1% per caso. Al di là della debolezza della sua avversaria, il successo di Zaia è ampiamente meritato. Ed è per questo che il governatore veneto trionfa anche nel pagellone di TP col voto più alto della classe. RUSPA

Flavio Tosi: 5,5 – E’ il Pippo Civati della Lega. Arriva a pari merito col M5S, il suo è un discreto successo personale. Ma non basta per mettere i bastoni fra le ruote di Zaia. CIVATOSI

Michele Emiliano: 8 – Voto alto anche per il nuovo “sindaco di Puglia”. Ottima la campagna elettorale. Quando il Pd sceglie candidati forti e affidabili, per gli altri non ce n’è. MASTERCHEF

Francesco Schittulli: 4,5 – Il candidato di Fitto arriva terzo, appena dietro il Movimento Cinque Stelle. OPACO

Adriana Poli Bortone: 3,5 – E’ di Fratelli d’Italia, ma si candida con Berlusconi contro Schittuli, che invece è sostenuto dal partito della Meloni. INCONSISTENTE

Vincenzo De Luca: 7 – “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”, recita il motto della Juve. “Lo sceriffo” De Luca, con quel sorrisetto – straordinaria l’imitazione di Crozza – batte il governatore uscente Caldoro e conquista la Campania. Sulla sua testa pende però la legge Severino, che trasforma il futuro in un enigma. Analisti, giuristi, meteorologi ed esperti di araldica si affannano per capire cosa succederà nelle prossime settimane a Palazzo Santa Lucia. Nel frattempo, la rissa da bar con la Bindi sugli impresentabili continua a regalare emozioni. JOHN WAYNE

Stefano Caldoro: 5,5 – Batté De Luca nel 2010, ma questa volta non gli riesce il bis. TOTO CUTUGNO

Candidati 5 Stelle insieme: 7,5 – Più che buona la performance dei candidati grillini alle regionali. Il voto locale non è più un tabu per il Movimento Cinque Stelle. LIEVITO

Pippo Civati: 6,5 – Dopo lo spoglio, Luca Pastorino – candidato di Civati in Liguria – si presenta sorridente ai microfoni di Sky: ha portato in regione un solo consigliere e ora la Liguria è nelle mani di Salvini e dell’ex direttore di Studio Aperto. Missione Compiuta. GUFAMOS

*Hanno partecipato e ‘dato i numeri’ Antonio Atte, Gianni Balduzzi, Gabriele Maestri, Giuseppe Spadaro, Andrea Turco, Emanuele Vena, Piotr Zygulski. Commento a cura di Antonio Atte. Infografica e medie voti a cura di Emanuele Vena.