Europee, Prodi: “Prevale austerità, solo Bce ha frenato”

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Intervista di Romano Prodi a La Stampa: “L’Europa continua ad agire in modo sparso dal punto di vista politico, proprio come prima, la Commissione non ha fatto proposte sostanziali e prevale l’austerità. Solo la Bce ha creato un minimo di contropotere” alla ricetta di Berlino. E a soffrirne di più è “l’Italia, come gli altri Paesi molto indebitati, visto che il Pil non cresce”.

L’ex premier e fondatore de L’Ulivo è convinto che “la riforma della burocrazia” sia “il passaggio obbligato per la rinascita dell’Italia, per azzerare gli spread, sconfiggere il populismo e conquistare la credibilità che il Paese merita in Europa e nel mondo”.

 

Dalle elezioni teme di più “una forte avanzata dei partiti antieuropeisti, perché sono riusciti a far passare la correlazione tra crisi ed Euro anziché tra crisi e politiche sbagliate”. L’auspicio invece è che “dinanzi a questo scontato successo, dannosissimo per il lungo periodo, si possa creare un’alleanza più attiva, un governo più forte a livello di Commissione che, costretto da questo assedio, prenda le decisioni che avrebbe già dovuto prendere”.

In questo contesto, aggiunge Prodi, Matteo Renzi “può avere la funzione di condensatore di alleanze che possono cambiare la politica europea. Alla scalata del populismo bisogna reagire, non biasimare o piangersi addosso”. “Il caos in Libia e la questione dei migranti sono frutto di una guerra sbagliata che ha creato un dramma di ampiezza colossale. Lavorando in Sahel me ne sono reso conto. È ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità”.