Sondaggi Referendum Costituzionale: l’incognita nord-est

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Sondaggi Referendum Costituzionale: l’incognita nord-est

Un trend simile a quello nazionale, ma con un bacino di indecisi molto più ampio. E’ questo lo scenario fotografato dall’ultimo sondaggio condotto da Demos per il quotidiano Il Gazzettino, che analizza le intenzioni di voto sul referendum costituzionale del 4 dicembre da parte dei cittadini del nord-est, comparandole con quelle di tutti gli abitanti della penisola italiana.

Va precisato che – nonostante siano stati diffusi solamente nelle ultime ore – i dati si riferiscono ad una rilevazione effettuata durante la prima settimana di settembre (cioè circa un mese fa), con riferimento agli abitanti residenti in Friuli, Veneto e nella provincia di Trento.

Secondo Demos, i cittadini del nord-est confermano il trend già registrato dall’istituto nel sondaggio nazionale, che vede un vantaggio del fronte del “sì” alla riforma voluta dal governo Renzi. Questo risulta evidente sia prendendo in considerazione tutti i cittadini dell’area – con il “sì” in vantaggio di 6 punti, un distacco molto simile a quello registrato sul piano nazionale – sia circoscrivendo l’analisi solamente a coloro che si recheranno certamente alle urne, con un gap a favore del sì che aumenta e diventa di ben 9 punti, decisamente più alto rispetto ai 3 punti riscontrati sul piano nazionale.

Sondaggi Referendum Costituzionale: l’incognita nord-est

Tuttavia, il fronte del “sì” potrebbe non dormire sonni completamente tranquilli. Ad aumentare rispetto al resto d’Italia è infatti la quota di indecisi, che riguarda più di 1/3 dell’elettorato sia analizzando tutti gli aventi diritto (34%, mentre sul piano nazionale era al 30%) sia circoscrivendo l’attenzione solo a coloro che voteranno sicuramente (con un’indecisione che arriva addirittura al 40%, mentre in tutta Italia è “appena” al 28%).

 

Nello specifico, il tasso di indecisione riguarda maggiormente gli under 35, con punte che toccano il 50%.

A preoccupare in particolar modo il fronte del “sì” potrebbe però essere l’appartenenza politica degli indecisi. In particolar modo, secondo Demos, buona parte di questo bacino fa riferimento all’elettorato del M5S e, soprattutto, della Lega Nord, partito tradizionalmente molto forte nell’area del nord-est.

Se infatti tra elettori di PD e Forza Italia il tasso di indecisione va dal 10 al 25% – con una maggioranza assoluta a favore della riforma – l’incertezza è decisamente più alta tra leghisti e grillini. Peraltro, analizzando esclusivamente la fetta di simpatizzanti di Lega e M5S che hanno espresso un’opinione netta, si può notare come prevalga nettamente il “no” alla riforma (45% per entrambi i gruppi). In sostanza: se l’ampio bacino di indecisi padani e grillini dovesse seguire il trend dei colleghi simpatizzanti che hanno già espresso un’opinione, la distanza tra “sì” e “no” potrebbe accorciarsi notevolmente.

NOTA INFORMATIVA

L’Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 5-7 settembre 2016 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1013 persone (rifiuti/sostituzioni: 10914), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d’età (margine massimo di errore 3.08%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100.
Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l’analisi dei dati. Beatrice Bartoli ha svolto la supervisione dell’indagine CATI.
L’Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.