5 cose che non sapevi su Roberto Fico

Roberto Fico

Roberto Fico, 42 anni appena compiuti, è l’incarnazione del grillismo in tutta la sua essenza. Virtù e contraddizioni incluse. Ortodosso, spigliato, di lotta e di governo. Ma anche riflessivo e polemico quando il Movimento si riduce al “correntificio” di democristiana memoria. Fico è il fondatore del Meet Up di Napoli, è il barricadiero che vorrebbe riportare il Movimento alle origini ponendo fine a “personalismi” e “vippaggine” diffusa. E’ l’uomo di Grillo, in tutto e per tutto. Il dg della Rai Antonio Campo Dall’Orto se lo sogna la notte. Incubi, naturalmente. Roberto da Napoli è balzato alle cronache negli ultimi tempi in occasione dell’uscita di Supernova, l’ebook scritto da due ex 5 Stelle che raccontano il Movimento dall’interno. Nel libro, Biondo e Canestrari, descrivono i suoi rapporti (veri o falsi?) non proprio amichevoli con l’altro napoletano d’eccezione del Movimento 5 Stelle, ovvero Luigi Di Maio. Adesso, nel mondo grillino, tutti i riflettori sono puntati su di lui. Ma di Fico si sa davvero tutto?

1. Fico e quell’esperienza in un call center

Come scrive lui stesso nella sua biografia, Roberto Fico ha lavorato per un anno in un call center. “Sono stato impiegato per un anno in un call center di un noto operatore telefonico” dice di sé il nostro e quell’operatore è Vodafone. L’impiego è successivo a una laurea –110 e lode – in Scienze della Comunicazione all’Università di Trieste e a un master in “Knowledge management” al Politecnico di Milano.

2. Candidato Governatore e Sindaco di Napoli

(Ansa)

E’ stato, tra il 2010 e il 2011, il volto istituzionale del Movimento 5 Stelle nella sua Campania. E’ il candidato a Presidente della Regione alle elezioni del 2010, finendo quarto con l’1,34% (39. 349 voti) dietro anche al candidato di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero (1,35%). Ma Fico è di scorza dura e non si arrende. Così, l’anno dopo si candida a Palazzo San Giacomo e arriva sesto con 6.441 preferenze, dietro all’ex Guardasigilli Clemente Mastella.

3. Il più votato alle “parlamentarie” campane del 2013

Alle elezioni del 25 febbraio 2013 – quelle del famoso 25% – Roberto Fico sarà il capolista nel collegio Campania 1 del Movimento 5 Stelle dopo essere stato il candidato più votato alle “parlamentarie” nella sua circoscrizione. 282 preferenze in tutto, più delle 182 del suo futuro collega Luigi Di Maio.

4. La mancata elezione alla Presidenza della Camera

Potremmo dire che Roberto Fico è stato candidato quasi a tutto fino ad oggi. Manca solo Palazzo Chigi, ma mai porre limiti alla provvidenza. Il membro del direttorio è stato il candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Camera, raggiunta poi da Laura Boldrini. Al primo scrutinio ottenne 108 voti, poi 110, 113 (quattro in più rispetto al gruppo parlamentare) e infine di nuovo 108. Alla fine si è accontentato della Vigilanza Rai mente a Montecitorio il volto istituzionale a 5 stelle è diventato Luigi Di Maio.

5. “Mai alleanze di governo”

Nel Movimento 5 Stelle il mantra condiviso da tutti è sempre stato quello di “non fare alleanze con nessuno”. Negli ultimi mesi, però, qualcosa potrebbe essere cambiato. Tanto che perfino un “duro e puro” come Alessandro Di Battista recentemente ha aperto a un “governo di scopo” (frase smentita dopo un nanosecondo). Ma Fico si è sempre detto contrario a un’ipotesi di questo tipo, anche in caso di vittoria del “No” al referendum di dicembre. In un’intervista a Repubblica del giugno scorso, il Presidente della Vigilanza Rai diceva laconico: “Non siamo disponibili a un governo con nessuno”. E se lo dice l’attivista grillino per eccellenza, c’è da credergli.

@salvini_giacomo