Rinnovo contratto statali scuola: aumento stipendio, 3500 euro non versati

Rinnovo contratto statali e scuola: aumento stipendio esiguo

Rinnovo contratto statali e scuola: aumento stipendio, 3500 euro non versati.

In attesa del nuovo tavolo di trattative sul rinnovo contratto statali, previsto per domani mercoledì 22 novembre, fa rumore una ricerca Anief. Il giovane sindacato della scuola, infatti, confrontando i dati dell’attuale ddl con maxiemendamento con quelli del ddl n. 2960, ha fatto emergere come gli aumenti stipendio previsti siano davvero molto scarsi. Facendo riferimento alla Costituzione, un contratto si firma solamente se si prevede il recupero di almeno il costo della vita. In 7 anni, tra il 2008 e il 2015, questo è aumentato dell’8,50%. In più si sono avuti piccoli aumenti anche nel 2016 e nel 2017, rispettivamente +0,02% e +0,80%. Mentre per il 2018 è previsto un +1,70%.

Rinnovo contratto statali e scuola: aumento stipendio esiguo

Cosa dice l’art. 36 della Costituzione?

Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro. E in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite. E non può rinunziarvi.

Di quest’articolo è ovviamente la prima parte quella fondamentale. Che però, per Anief, verrebbe meno con il nuovo contratto. Come riporta AgenParl, le richieste di qualche sindacato al Governo di mettere “in contrattazione i 200 milioni di euro destinati al merito e i 300 milioni destinata alla formazione obbligatoria del personale di ruolo” sono idee buone, ma non sufficienti. Quindi, “di fronte a un ampliamento della platea al personale Ata di ruolo e al personale docente precario, ovvero a 1,1 milioni di dipendenti, la suddivisione di tali risorse per 13 mensilità per il solo 2018” registrerebbe un incremento esiguo. Appena 36 euro a testa. Con un aumento effettivo poco sopra i 100 euro.

Rinnovo contratto statali e scuola: l’analisi di Anief

Il presidente Anief e segretario confederale Cisal Marcello Pacifico non la manda già e, soprattutto, non le manda a dire. Punta il dito contro il Governo, auspicando la valorizzazione del ruolo professionale e la restituzione della dignità ai lavoratori. Nel settore privato, informa il presidente Anief, vi sono stati aumenti salariali del 20% negli ultimi 10 anni di blocco contrattuale del pubblico impiego. Da qui prosegue la battaglia da parte del comparto scuola contro un contratto che non soddisfa. In particolar modo, per quanto riguarda la componente economica.

“Non possiamo che continuare la nostra battaglia in tribunale per far dichiarare incostituzionali le norme che bloccano l’indicizzazione dell’assegno di indennità di vacanza contrattuale da settembre 2015”. Da qui l’esito dell’analisi: “Se il Governo sarà disposto a cambiare la L. 107/15 e destinare alla contrattazione i 500 milioni del merito e della card, si potrebbero recuperare altri 36 euro per il solo 2018, ma non 200 euro”. La richiesta è dunque di sbloccare “l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e ancorarla al 50% dell’inflazione programmata”. Per Pacifico ci sono in gioco 135 euro in più dal nuovo anno oltre a 2.817 euro di arretrati.

Nel frattempo continuano le riunioni della Commissione Bilancio per una settimana che risulterà ampiamente decisiva sul fronte rinnovo contratto statali. Anche per quanto riguarda le risorse effettive da destinare al pubblico impiego, oltre che sotto l’aspetto normativo-disciplinare.

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK E TWITTER

PER RIMANERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL FORUM