Elezione Presidente Senato: risultati e ultime notizie in diretta

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Sorpresa al Senato. Nella seconda votazione le schede bianche sono state infatti 255, un numero certamente minore rispetto alle 312 registrate nella prima votazione. La sorpresa è stata il nome di Anna Maria Bernini, vice capogruppo di Forza Italia nella scorsa legislatura, che ha raccolto 57 voti. Alla fine la Lega ha confessato che ha votato la Bernini, anziché sostenere il candidato spinto da Forza Italia, Paolo Romani. Ovviamente un risultato del genere si traduce in un nulla di fatto ed è tutto rinviato alla giornata di domani, quando ci sarà la terza votazione e, qualora non si arrivi a risultato certo, si procederà con il ballottaggio tra i due candidati che hanno preso più voti.

La notizia è la (apparente) spaccatura tra Lega e Forza Italia. La nomina della Bernini è al tempo stesso un cenno d’intesa verso i 5 Stelle e uno schiaffo all’alleato originario, Silvio Berlusconi. Matteo Salvini ha spiegato così la scelta di votare la Bernini. “La nostra scelta rappresenta un coraggioso e generoso aiuto alla coalizione per evitare brutti scherzi e uscire dallo stallo. SI tratta di un segnale al Paese affinché il Parlamento cominci a lavorare il prima possibile”. La reazione di Berlusconi non si è fatta attendere, visto che la scelta della Lega è considerata “un atto di ostilità a freddo della Lega, che da una parte rompe l’unità del centrodestra. Dall’altro rivela un progetto di governo tra Lega e M5S”.

Tutto rinviato a domani, quindi. Con nuove tensioni all’orizzonte.

15.00: Su 317 votanti, le schede bianche sono state 312. La seconda votazione si terrà alle ore 17. Intanto Silvio Berlusconi ha ribadito la conferma su Paolo Romani, chiedendo chiarimenti a Matteo Salvini sulla linea del suo partito. E annunciando che se non si sbloccherà la situazione, Forza Italia voterà scheda bianca anche alla seconda votazione.

14.25: E’ in corso lo spoglio delle schede dopo la chiusura della votazione avvenuta verso le ore 14.

13.55: Dopo il risultato quasi scontato della prima votazione, la seconda dovrebbe iniziare alle ore 17.

13.45: E’ in corso la prima votazione per l’elezione del presidente del Senato. Si attendono molte schede bianche, come già avvenuto alla prima votazione per la Camera.

Ore 13.00: Una sintesi delle principali dichiarazioni di Giorgio Napolitano, che presiede la prima seduta del Senato.

“Questa XVIII legislatura nasce da un’ampia e appassionata partecipazione elettorale. Il nostro punto di riferimento non possono dunque essere oggi le espressioni scaturite dalla volontà popolare. Il voto del 4 marzo ha rispecchiato un forte mutamento nei rapporti tra gli italiani e la politica, quale si era venuta caratterizzando da non pochi anni a questa parte. Si è trattato di un voto che non solo ha travolto certezze e aspettative di forze politiche radicate da tempo nell’assetto istituzionale e di governo del Paese.

“Ma ha anche messo in questione tradizioni, visioni, sensibilità che erano a lungo prevalse. Gli elettori hanno premiato le forze politiche che hanno espresso una radicale contestazione scaturita da forti motivi sociali. Diseguaglianze, ingiustizie, impoverimenti e arretramenti della condizione di vasti ceti comprendenti famiglie del popolo e della classe media. E in modo particolare ha pesato il senso di un cronico e intollerabile squilibrio tra Nord e Sud. Tale da generare una dilagante ribellione nelle regioni meridionali, così come si è espresso nel voto. Sono stati condannati in blocco, anche per i troppi esempi da essi dati di clientelismo e corruzione, i circoli dirigenti e i gruppi da tempo stancamente governanti in quelle Regioni”.

Presidenti Camera e Senato: come si eleggono.

Oggi venerdì 23 marzo si riuniranno le Camere per le elezioni dei rispettivi Presidenti. La elezione presidente Senato comincerà con la prima seduta prevista per le ore 10.30. Sono previste in tutto tre votazioni; dopodiché, a differenza della Camera dove invece si precederà a oltranza, in caso di risultati incerti, si procederà con il ballottaggio. Ma come si svilupperà la giornata di oggi fino alla elezione del presidente del Senato? E quali sono i possibili risultati all’orizzonte?

Elezione Presidente Senato: come si svolgerà la giornata

Tutti convocati per le ore 10.30 al Senato, che sarà presieduto dal senatore a vita Giorgio Napolitano, che è anche il senatore più anziano. Quindi per le 11.30-11.40 comincerà la prima votazione a scrutinio segreto. Il voto premierà chi ha ricevuto la maggioranza assoluta dei voti relativi ai componenti del Senato. 161 voti a favore, su 314 totale.

Dalla mattina al pomeriggio, quando alle ore 16.30 si potrebbe votare per la seconda volta, qualora non uscisse un nome certo dal primo scrutinio (il che è praticamente sicuro). Se la seconda votazione desse un responso ancora non certo, allora si procederebbe alla terza votazione. Che però dovrebbe avvenire domani, sabato 24 marzo, sebbene si parli di un ulteriore rinvio alla giornata di lunedì. Nella giornata di domani, qualora anche la terza votazione non producesse risultati soddisfacenti, si andrebbe al ballottaggio. Ovvero lo scontro tra i due senatori più votati. Nella precedente legislatura, ad esempio, ci fu il duello tra Pietro Grasso (120 voti) e Renato Schifani (111 voti). Alla fine la spuntò Grasso con 137 voti. Sostanzialmente, in un eventuale ballottaggio, vincerebbe chi ha ottenuto il maggior numero dei voti e quindi la maggioranza; anche se non totale come richiesta dalle prime tre votazioni.

Elezione Presidente Senato: le ultime notizie

Le trattative sono serrate, ma non c’è ancora nulla di certo. Tranne che per le prime votazioni alla Camera e al Senato. Dove Movimento 5 Stelle e Partito Democratico hanno già annunciato che voteranno scheda bianca. Con il PD che giocherà il ruolo dell’opposizione. Ettore Rosato lascia spazio a M5S e centrodestra: “Spetta a loro avanzare una proposta e indicare una soluzione. Noi restiamo in attesa di capire quale sia”.

Resta quindi il dissidio tra M5S e una parte del centrodestra, leggasi Forza Italia. Con quest’ultima che appoggia la candidatura di Paolo Romani, osteggiata però dai pentastellati. Tuttavia, il nome di Romani è quello più quotato vista anche la maggioranza del centrodestra e il meccanismo del Senato, diverso da quello della Camera. Di contro il Movimento 5 Stelle punta sul nome di Danilo Toninelli, ma da solo non potrà farcela. Paradossalmente potrebbe guardare all’acerrimo nemico PD e cercarne i voti.

Accordo Berlusconi-Salvini per Palazzo Madama?

Al momento le maggioranze possibili si traducono nell’alleanza tra centrodestra (137 seggi) e Movimento 5 Stelle (112) per un totale di 249 voti. Seguono quindi i 197 voti di centrodestra, Partito Democratico (57) e Autonomie (3). M5S e Lega (58) resterebbero invece a 170 voti. Naturalmente si tratta solo di numeri, pronti a essere smentiti nei fatti pratici.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha comunque rassicurato il Movimento, promettendogli la presidenza di una delle due Camere e richiamando al senso di responsabilità.

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