Consultazioni Governo 2018: Giorgetti premier senza M5S per la Meloni

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Consultazioni Governo 2018: Giorgetti premier senza M5S per la Meloni

Per alcuni ha perso quota in modo definitivo; altri dicono che stia tornando in auge ancora una volta. Per Giorgia Meloni, invece, è sempre stata una delle ipotesi con maggiori chance di riuscita; se non l’unica a disposizione del Capo dello Stato. Assegnare a Giancarlo Giorgetti l’incarico di trovare una maggioranza in Parlamento per conto della coalizione di centrodestra potrebbe essere l’ultima occasione per dare un governo “politico” al paese.

Se lo stallo continuerà, Mattarella dovrà prendere la situazione in mano; dunque, giocare la carta del “governissimo”. Infatti, ora come ora, nonostante il dialogo si sia chiuso solo in apparenza, la strada che porta all’intesa tra 5 stelle e Lega appare sbarrata; innanzitutto, dal Quirinale, visto il tempo perso. Dal lato opposto, a meno di una serie di eventi che per certi versi sarebbe clamorosa, si chiuderà con un nulla di fatto il mandato esplorativo “a sinistra” del Presidente della Camera Fico.

Consultazioni Governo 2018: Giorgetti premier senza M5S per la Meloni

Dal canto suo, riferiscono più organi di stampa, Di Maio spera ancora che si temporeggi fino alle elezioni in Friuli anche se dice il contrario. In caso di un’affermazione netta della Lega, a differenza di quanto accaduto in Molise, Salvini potrebbe finalmente staccarsi da Berlusconi pensa il leader pentastellato; quindi, condurre le trattative per il governo con le mani libere. Senza considerare poi che per battezzare un eventuale intesa con il Pd potrebbe essere necessario rinunciare a Palazzo Chigi; forse, addirittura, a favore di un “avversario” come Fico. Inoltre, non si può escludere la “ribellione” di una parte dei pentastellati in caso di accordo con i Dem.

Detto ciò, per Mattarella la situazione è giunta ai limiti dell’esasperazione. Se dovesse fallire la missione di Fico e, soprattutto, se non arriveranno novità da Di Maio o Salvini, come si diceva, la prossima settimana dovrà fare da solo. D’altra parte, anche se gli è stato più volte chiesto dagli alleati di coalizione, Salvini si è sempre dichiarato contrario ad andare “alla cieca” in Parlamento.

Ora, se il Capo dello Stato dovesse far partire un nuovo governo di tecnici dovrebbe accettare anche un ritorno alle urne in tempi brevi. Eventualità che ha sempre ripudiato vista la legge elettorale e l’incombere delle scadenze europee; non che la possibilità di tornare a votare piaccia, per ovvi motivi, ai partiti (soprattutto, a Pd e Fi) e ai neo-eletti. Per questo motivo, si potrebbe concretizzare una mossa decisiva di Salvini e del centrodestra: spingere per l’incarico a Giorgetti e poi raccattare i voti necessari per raggiungere la maggioranza pescando tra i “responsabili” di Pd e 5 stelle.

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