Occupazione, la tragedia dei 35-49enni, gli unici tra cui la disoccupazione cresce

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Occupazione, la tragedia dei 35-49enni, gli unici tra cui la disoccupazione cresce

Il fenomeno è in atto da tempo, ma solo ora sta diventando preoccupante e forse sarà evidenziato dai media.

E’ il triste destino occupazionale dell’età di mezzo, i 35-49enni. Coloro che non sono protetti come gli ultra-50enni, quasi tutti a tempo indeterminato, nè godono degli incentivi di vario tipo varati in questi anni per i giovani.

Sono coloro che sono entrati nel mondo del lavoro ai tempi delle prime riforme che hanno reso un po’ più flessibile il mercato, circa 20 anni fa o poco più. La gran parte di loro ha ancora goduto del posto fisso, ma è in questa fascia di età che si è anche rapidamente accresciuta la quota di assunti a progetto, a termine, a somministrazione lavoro.

Oggi questo segmento di età è quello che più soffre. Nel contesto di una ripresa che comunque si fa sentire anche nel lavoro i 35-49enni sono gli ultimi tra cui la disoccupazione cresce e l’occupazione cala.

Nei recentissimi dati ISTAT che si riferiscono a marzo è evidente come ci sia stato un crollo di 246 mila posti in questa fascia, contro i 391 mila in più per gli over 50, i 40 mila in più per i 15-24enni e i 6 mila in più per i 25-34enni.

E’ vero, nel complesso vi è un calo demografico di quanti hanno questa età, risultato delle minori nascite negli anni ’70 e ’80, ma la diminuzione dell’occupazione non è causata solo da questo.

Lo si nota dalla crescita dei disoccupati, +34 mila, mentre calano quelli delle altre età, -154 mila.

 

Occupazione, quasi un 35-49enne su 10 è senza lavoro

Si tratta dell’età in cui si sviluppa una carriera e una famiglia, e infatti è quella in cui il tasso di occupazione è maggiore, 72,7%, contro una media italiana del 58,3%.

E tuttavia è in calo, del 0,4%, mentre quello dei 15-34-anni cresce del 0,8% in un anno, e degli over 50 addirittura del 1,5%.

Allo stesso tempo aumenta di mezzo punto la disoccupazione, che va al 9,8%, mentre scende tra i più giovani e i iù anziani.

Qui va fatta una osservazione. La disoccupazione viene calcolata sugli attivi, ma di fatto essendoci moltissimi inattivi è interessante osservare l’incidenza su tutta la popolazione. E così si vede come tra i giovanissimi questa sia alla fine solo dell’8,3%. Cioè solo l’8,3% dei 18-24enni è disoccupata, non il 31,7% che si riferiva agli attivi, quelli che cercano un lavoro o già ce l’hanno.

Ecco, in questo caso si nota di più come il segmento 35-49 anni si stia avvicinando a quello dei più giovani. Ora l’incidenza della disoccupazione è in questa fascia del 7,9%, in crescita. Già maggiore al 4,2% dei 50-64 anni.

 

Occupazione, calcolando la demografia va ancora peggio per chi è di mezza età

E così come va corretto il dato della disoccupazione in base alla popolazione totale, così va fatto rispetto all’andamento demografico. Ovvero considerando che alcune fasce di età si restringono e altre si allargano. E una crescita dei disoccupati appare minore se la popolazione totale assoluta diminuisce. E’ il caso dei 35-49enni

Parificando tutte le età come se nessuna crescesse o decrescesse a livello demografico, questa fascia risulta l’unica in cui i disoccupati non solo crescono, ma lo fanno di ben il 5,5%, mentre gli occupati calano del 0,5%.

Impressionante il contrasto con il calo del 9,4% dei disoccupati più giovani.

Gli incentivi all’assunzione con la decontribuzione, o l’apprendistato, e diversi altri provvedimenti hanno mirato a favorire l’assunzione di giovani. Stanno funzionando.

Ma la debolezza della ripresa italiana non consente di  spalmare i benefici a tutti. E c’è una fetta nuova che sta subendo. E’ quella che finora non è mai stata al centro dell’attenzione mediatica. Forse anche per questo ora subirà ancora, a meno che la crescita non si rafforzi.

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