Mondiali Russia 2018, focus Messico: alla ricerca dei fasti dell’Azteca

Messico Mondiali Russia 2018

Mondiali Russia 2018, focus Messico: el Tricolor cercherà di ritrovare i fasti dell’Azteca nel 1986, in un girone alla portata dei centroamericani.

La selezione  messicana ha sempre ben figurato nelle competizioni internazionali: 22 partecipazioni alla CONCACAF Gold Cup con 10 vittorie, 16 partecipazioni ai Mondiali con due qualificazioni ai quarti di finale, 10 partecipazioni alla Copa America con due secondi posti e 7 partecipazioni alla Confederations Cup con una vittoria.

Nella loro lunga storia di partecipazioni alle manifestazioni internazionali occorre senz’altro ricordare la tredicesima edizione della Coppa del Mondo, quella del 1986, che si sarebbe dovuta svolgere in Colombia, la quale diede tuttavia forfait per problemi economici passando quindi la palla dell’organizzazione al Messico. Nel settembre 1985 un forte terremoto rischiò di mettere a repentaglio lo svolgimento della manifestazione, ma gli stadi non subirono gravi danni e la preparazione proseguì senza intoppi. I padroni di casa vinsero con autorevolezza il girone iniziale battendo Belgio (2-1, gol di Fernando Quirarte e Hugo Sánchez), Iraq (1-0, gol di Fernando Quirarte) e pareggiando contro il Paraguay (1-1, rete di Luis Enrique Flores). Agli ottavi arrivò una vittoria per 2-0 contro la Bulgaria (2-0 grazie a Manuel Negrete e Raúl Servín) e ai quarti la Germania Ovest fu costretta dai messicani allo 0-0, anche se i tedeschi si imposero con il punteggio di 4-1 ai rigori. I messicani eguagliarono così il risultato ottenuto sedici anni prima, sempre da padroni di casa.

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Mondiali Russia 2018: una storia importante, quella del Messico

Il 28 aprile 1987 il Messico conseguì la vittoria più larga della sua storia, sconfiggendo le Bahamas per 13-0. La Nazionale fu poi radiata dalle qualificazioni per il campionato del mondo 1990 per aver impiegato, nelle qualificazioni per il Campionato mondiale Under-20 del 1989, dei giocatori di età superiore al limite consentito dalla FIFA. Inizialmente la sanzione era rivolta alla Nazionale olimpica e non a quella maggiore, ma in seguito si decise di estendere la punizione a tutte le Nazionali messicane per due anni.

Fu nei primi anni Novanta che il Messico, sotto la guida di César Luis Menotti, ottenne maggiore gloria internazionale. Già nella prima edizione della Gold Cup, nel 1991, i messicani giunsero terzi, prima di conquistare il trofeo nel 1993. Nello stesso anno, in Copa América, alla quale fu invitato dalla CONMEBOL, il Messico si piazzò secondo alle spalle dell’Argentina, vittoriosa per 2-1 in finale.

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Mondiali Russia 2018: nel solco tracciato da Campos

Fra i personaggi che hanno vestito la maglia del Tricolor non possiamo scordarci di menzionare il grande Jorge Campos. Definirlo soltanto un portiere è sicuramente riduttivo perché fu anche attaccante e addirittura un ottimo surfista. Tra i pali, pur avendo un fisico minuto, verrà ricordato per la sua tecnica ai limiti dell’acrobatico e come attaccante invece soprattutto per la sua rapidità.

Ma le immagini che più hanno segnato la storia del calcio sono state date sicuramente dai suoi completi di gioco, sempre coloratissimi e fantasiosi.

Altro giocatore estroverso fu Blanco Bravo. Trequartista con il vizio del gol (ne realizzò, solo in nazionale, 39 in 122 gare ufficiali), era dotato di un fisico sgraziato ma compensato comunque da una grande tecnica. La continua ricerca di nuovi “numeri” lo porterà negli anni Novanta ad inventare la Cuauhtemiña, il particolare gesto tecnico consistente nel liberarsi dell’avversario saltando con il pallone stretto tra i piedi.

Per concludere ricordiamo Pável Pardo Segura, centrocampista giramondo vincitore di una Bundesliga con lo Stoccarda nella stagione 2006-2007.

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Mondiali Russia 2018: la corazzata teutonica verso una facile qualificazione. Il Messico favorito per il secondo posto

Il Messico si è qualificato al Mondiale agevolmente superando  le varie fasi della zona CONCACAF. Guidati dal ct colombiano Carlos Osorio, in Russia affronteranno nel girone F Germania, Svezia e Corea del Sud.

Il CT ha creato negli ultimi mesi un gruppo ben assortito in tutti reparti, fatto non di grandi nomi ma di un collettivo ben amalgamato guidato dall’esperto Rafael Marquez, storico capitano del Messico e vincitore di due Champions League in maglia blaugrana.

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Mondiali Russia 2018: cosa aspettarci dal Messico?

Il Messico ha un gioco molto rapido fatto di ripartenze per vie centrali molto veloci e ben organizzato, unendo al classico palleggio di origine latina giocatori con grande solidità in ogni reparto.

In porta si giocaheranno un posto Guillermo Ochoa detto “Memo” ed il trentasettenne Corona, con il primo favorito per il posto da titolare.

In difesa, reparto molto ben organizzato, abbiamo il veterano Rafael Márquez Álvarez, Diego Antonio Reyes, talentuoso difensore del Porto dotato di un buon fisico ed una buona tecnica,ed il giramondo Hector Moreno, solo per citarne i principali. Il reparto resta comunque ben assortito con giocaotri esperti e con buone doti tecnico-tattiche.

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Un centrocampo giovane e un attacco di tutto rispetto

Il centrocampo è il reparto più giovane ma composto di giocatori con grande esperienza internazionale maturata in club europei di ottimo livello. A parte il trentunenne Josè Andrés Guardado Hernández, ricordiam il gruppo dei ventenni composto fra gli altri da Héctor Miguel Herrera López del Porto, l’ala sinistra dotata di grandissima tecnica e velocità Hirving Rodrigo Lozano Bahena (candidato a diventare uno dei giocatori più rappresentaivi nel futuro della nazionale) e l’esperto giramondo Giovani Alex dos Santos Ramírez.

Per l’attacco ricordiamo Javier Hernández Balcázar detto “El Chicharito”, che porta nel gruppo la sua grande esperienza internazionale maturata in squadre del calibro di Real Madrid e Manchester United, e Carlos Alberto Vela Garrido, dal quale ci si aspetta finalmente il passaggio da grande giovane promessa a giocatore di livello.

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Mondiali Russia 2018: il Messico ha grandi chance di arrivare agli ottavi

Il Messico con questa rosa si candida di diritto al passaggio del turno successivo, pur mettendo in conto le potenziali insidie derivanti dalle sue avversarie nel girone F. Il Tricolor infatti si troverà di fronte, oltre ai campioni in carica della Germania, la rocciosa Svezia, contro la quale dovrà tenere alto il ritmo del palleggio e cercare la zampata di un attaccante, e la rapida Corea del Sud, contro la quale avremo il privilegio di assistere ad una sfida ad alta velocità.

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