Sondaggi SWG: si percepisce un clima più disteso e con maggiori opportunità

sondaggi politici 14 giugno

Sondaggi SWG: si percepisce un clima più disteso e con maggiori opportunità.

In uno degli ultimi sondaggi dell’istituto demoscopico SWG si parla dei “segnali della ripresa che ha potuto constatare personalmente“. Una domanda rivolta a coloro che sì hanno notato un miglioramento nella situazione economica del Paese.

Il sondaggio viene raffrontato con i risultati di una rilevazione simile, effettuata nel 2017 (non viene specificato il mese in cui è stata effettuata). Il sondaggio qui proposto è stato somministrato tra il 6 e l’8 giugno, insieme a una serie di domande legate alle situazione politica attuale. Tra gli altri, le priorità per i partiti di riferimento.

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Sondaggi SWG: i segnali della ripresa passano da un aumento dell’occupazione

Stando ai risultati di questo sondaggio, si osserva che la maggior parte di coloro che hanno notato un miglioramento nella situazione economica del Paese, rilevi, in generale, “un clima più disteso e meno pessimistico“. Risposta marcata dal 46% del segmento e in aumento del 3% rispetto all’anno scorso.

Il segnale che ispira maggior fiducia e che vede una crescita decisamente più forte, è legata al fattore occupazionale: “io o qualcuno che conoscono ho/ha trovato lavoro“. Dal 29% del 2017 si passa al 35% di questo giugno 2018. Una crescita di ben sei punti che può indicare una ripresa dell’occupazione.

In lieve crescita anche la risposta che assicura che “l’azienda in cui lavoro sta andando meglio”. Il 12% del campione marca quest’affermazione.

Calo drastico nella percezione di una maggior propensione agli acquisti

La risposta che cala più di tutte, in maniera forse clamorosamente brusca, riguarda la percezione del consumo. Fino all’anno scorso, il 57% degli intervistati aveva l’impressione che la gente stesse facendo più acquisti. Ad oggi, questa affermazione viene condivisa – o almeno, segnalata – solo dal 31% del campione. Ovvero: un 26% in meno rispetto al sondaggio dello scorso anno. Impossibile, quindi, parlare di errore statistico.

Una possibile interpretazione è che ci sia stata un’effettiva ripresa dei consumi negli scorsi anni, ma che questa si sia stabilizzata (pertanto, in riferimento al consumo crescente degli italiani, non si rilevano incrementi significativi).


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