Bonus rottamazione auto 2020, approvato il decreto. Quali sono i benefici

Il Decreto clima verso l’approvazione in Consiglio dei Ministri: insieme ad altre misure “green” in arrivo anche l’atteso bonus rottamazione auto

Bonus rottamazione auto 2020, approvato il decreto. Quali sono i benefici

Il Decreto clima verso l’approvazione in Consiglio dei Ministri: insieme ad altre misure “green” in arrivo anche l’atteso bonus rottamazione auto.

Bonus rottamazione auto: verso l’approvazione del Decreto Clima

“Con un po’ di fortuna”, ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il Decreto clima potrebbe vedere la luce già il prossimo tre ottobre. Nella bozza attualmente ci sono 14 punti tra questi anche il cosiddetto “buono mobilità”. In cosa consiste? Chi rottama la propria auto – fino alla classe Euro 4 – entro il 31 dicembre 2021 può ottenere – fino a esaurimento risorse – un bonus pari a 1.500 euro che sarà possibile utilizzare, nei successivi tre anni (forse 5), per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale, anche regionale e interregionale, oppure per l’abbonamento a servizi di sharing mobility che mettono a disposizione veicoli elettrici o a emissioni ridotte.

Bonus rottamazione auto: solo per i residenti nelle zone più inquinate

Il “buono mobilità” si potrà utilizzare anche a favore dell’acquisto di un tale abbonamento in favore di un familiare convivente e non costituirà reddito imponibile per il beneficiario. Infine, da precisare che non si potranno acquistare veicoli – se non a basse emissioni – nei due anni successivi all’erogazione del bonus pena la restituzione dello stesso.

Dunque, si abbassa l’entità dell’agevolazione – inizialmente fissata a quota 2mila euro – in mancanza delle necessarie coperture. Il fondo che sosterrà l’erogazione del bonus rottamazione auto conterà 5 milioni di euro per il 2019, che saliranno a 100 milioni per il 2020 e il 2021. Detto ciò, è bene sottolineare che spetterà soltanto ai contribuenti che risiedono nei comuni interessati dalla procedura di infrazione europea determinata dall’inottemperanza dell’Italia alle norme sulla qualità dell’aria. D’altra parte, sono molte le città toccate dalla sanzione comminata da Bruxelles in Piemonte, Lombardia, Veneto e Lazio ma anche in Liguria, Toscana, Molise e Sicilia.

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