Pensioni ultima ora: aumento assegno e rivalutazione, richieste sindacati

Pensioni ultima ora: sempre molto attiva il fronte sindacale che richiede al governo maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.

Immagine di una manifestazione sindacale in piazza
Pensioni ultima ora: aumento assegno e rivalutazione, richieste sindacati

Pensioni ultima ora: sempre molto attivo il fronte sindacale in materia previdenziale. Spesso riferiamo delle iniziative promosse dalle organizzazioni sindacali per rivendicare le ragioni dei pensionati. E per richiedere al governo in carica maggiore attenzione e soprattutto di incrementare le risorse da destinare agli assegni pensionistici.

Pensioni ultima ora, i sindacati chiedono maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro

Torniamo sull’argomento per dare conto delle posizioni di due importanti rappresentanti del mondo sindacale: il segretario confederale della Uil Domenico Proietti ed il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. Le parole dei due dirigenti sindacali sono state raccolte e pubblicate dal sito pensionipertutti.it.

Proietti della Uil ha affermato: “Il tema di cosa si fa dopo quota 100 è al centro dell’azione del sindacato. Quota 100 è un ambo secco che ha permesso a molti di andare in pensione ma a molti altri no. Per questo noi proponiamo già dall’anno prossimo una flessibilità d’accesso alla pensione tra 62 e 63 anni. Quello che è certo è che grazie all’azione costante del sindacato il tema della flessibilità di accesso alla pensione è tornato centrale”.

Previdenza: tutte le proposte di Cgil, Cisl e Uil

Pensioni ultima ora – Il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli ha illustrato le proposte avanzate all’esecutivo in carica. “Cgil, Cisl e Uil propongono la possibilità di andare in pensione per tutti a 62 anni con 20 anni di contributi o con 41 anni di contributi senza alcun vincolo di età o penalizzazione. Inoltre prevedono la possibilità di veder riconosciuto un anno di contributi in più per ogni figlio o per ogni 5 anni dedicati ad un famigliare non autosufficiente”.

E non è tutto. Perché nel suo intervento Ghiselli della Cgil ha aggiunto: “Inoltre a chi si trova nelle condizioni di disoccupazione, invalidità o chi ha fatto lavori più pesanti, vanno riconosciuti ulteriori benefici in termini di età di pensionamento o di valore della pensione. Per chi fa lavori discontinui o a basso reddito, come i part time, va inoltre garantita una pensione di garanzia che gli consenta di raggiungere comunque una pensione dignitosa di almeno 1000 euro al mese”.

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