Pensioni ultima ora: contributo di solidarietà assegni, parla Cazzola

Pensioni ultima ora, l’opinione di Cazzola rispetto alla proposta di Delrio di un contributo di solidarietà da parte di redditi oltre 80 mila euro.

Barchetta fatta con una banconota
Pensioni ultima ora: contributo di solidarietà assegni, parla Cazzola

Pensioni ultima ora: in queste settimane di emergenza legata al coronavirus sono molti i fronti del dibattito pubblico intorno ai quali si sviluppano proposte e richieste. Una di queste proposte è stata avanzata nei giorni scorsi da Graziano Delrio, capogruppo alla Camera del Partito Democratico.

Pensioni ultima ora, la proposta di Delrio del contributo di solidarietà

In sostanza la proposta di Delrio consiste in un contributo di solidarietà finalizzata per recuperare risorse, data l’emergenza coronavisus, con cui tassare i soggetti con reddito superiore agli 80 mila euro annui. Una proposta, prontamente ribattezzata da molti come “mini-patrimoniale”, che ha scatenato molte reazioni. Quando nel corso di una recente conferenza stampa è stato chiesto un parere al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo stesso ha risposto che non è nell’agenda dell’esecutivo e si è detto personalmente contrario alla proposta stessa.

Cazzola contrario alla proposta di Delrio di una nuova tassa per redditi superiori a 80 mila euro

Anche Giuliano Cazzola nel suo intervento pubblicato sul sito ilsussidiario.net ha commentato la proposta. Secondo l’economista “con una misura siffatta pioverebbe sul bagnato, perché – com’è noto – i professionisti e i lavoratori autonomi (inclusi i titolari di partita Iva) non hanno potuto lavorare, se non con molte difficoltà, perché gli studi sono stati chiusi per legge. Prendere a riferimento il reddito dell’anno scorso per imporre maggiori tasse quest’anno a carico di un reddito sicuramente inferiore non sembra corrispondere a criteri di equità”.

Pensioni ultima ora – Ecco il ragionamento dell’economista Giuliano Cazzola: “E i cosiddetti pensionati d’oro meritano un’ulteriore penalizzazione in aggiunta a quelle prevista dalla legge di bilancio per il 2019? Con quella legge fu istituito presso l’Inps un apposito “Fondo di risparmio sui trattamenti pensionistici di importo elevato” a cui affluiscono i proventi dell’operazione che furono stimati dalla Relazione Tecnica in 76 milioni per il 2019, 80 per il 2020 e 83 per il 2021 (rispettivamente 138, 145 e 152 milioni all’anno al lordo delle imposte). Sempre la Relazione Tecnica evidenziò il numero di pensioni (vigenti a settembre 2018, e non di pensionati) colpite dalla misura individuandolo in poco più di 24 mila, di cui 16.644 comprese tra 100 e 130 mila euro, 6.665 tra 130 e 200 mila, 873 tra 200 e 350 mila, 82 tra 350 e 500 mila e solo 23 oltre i 500 mila euro. Considerato che si trattava di numeri riferiti alle pensioni e non ai pensionati e tenuto conto che in media ogni pensionato percepisce 1,4 pensioni si calcolò che il provvedimento in parola potesse interessare meno di 20 mila pensionati. Le entrate previste da questa norma riguardavano solo le pensioni a partire da 100mila euro l’anno lordi. Ovviamente se si inizia da 80mila euro su di una platea che comprende tutti i contribuenti, gli introiti sarebbero più consistenti. Ma se si vuole arrivare – come si è detto del progetto Delrio – a entrate pari a 1,3 miliardi, è sufficiente la legge dei grandi numeri per capire che delle due l’una: o i conti dell’esponente dem sono sbagliati o il taglio in realtà sarebbe una sorta di esproprio”.

Anche dal punto di vista numerico Cazzola dissente rispetto a quanto preventivato da Delrio.

Segui Termometro Politico su Google News

Scrivici a redazione@termometropolitico.it