Coronavirus. I dati e le statistiche sulla pandemia in Italia

Coronavirus. I dati e le statistiche sulla pandemia in Italia e nel mondo

Coronavirus. I dati e le statistiche sulla pandemia in Italia

A cura di Eugenio Galioto e Gianni Balduzzi

La pandemia di Coronavirus che sta colpendo il mondo, e in particolare l’Italia, segnerà probabilmente una nuova epoca storica. Vi sarà un “prima del coronavirus” e un “dopo il coronavirus”.

È allo stesso tempo la prima grande emergenza che coloro che la vivono possono seguire in diretta grazie a un’enorme quantità di dati e statistiche elaborati quasi in tempo reale. Vogliamo darne notizia, riportare i più interessanti e significativi. Quelli che magari non compaiono nella gran parte dei media.

Stante ai dati forniti dall’Istituto Superiore della Sanità di ieri, 1 aprile, i casi di coronavirus in Italia sono 80.572 (2.937 in più rispetto al 31 marzo) , di cui:

  • 13.155 deceduti (727 tra 31 marzo e 1 aprile)
  • 16.847 i dimessi/guariti (1.118 in più rispetto al 31 marzo)
  • 10.007 operatori sanitari

Ammontano a 110.574 i casi totali dall’inizio dell’epidemia di coronavirus.

Coronavirus, cosa ci dicono i numeri ad oggi

Ad oggi, 2 aprile, la curva epidemica a livello nazionale si sta muovendo in un canale discendente per quanto riguarda l’incremento dei casi totali giorno dopo giorno: i contagi continuano a crescere, ma in modo molto più rallentato rispetto ai giorni e settimane precedenti, confermando il trend in discesa dal 20 marzo.

I contagiati, dall’inizio dell’epidemia, sono complessivamente 110.574, con 80.572 infezioni attualmente in corso, 16.847 guarigioni e 13.155 deceduti. Solo nella giornata tra 31 marzo e 1 aprile sono state dimesse o guarite 1.118 persone (+7,11%), a fronte però di 727 decessi e 2.937 casi positivi in più (+5,85%).

Segnali positivi giungono dalla diminuzione dei nuovi ricoveri in terapia intensiva, il cui totale ammonta a 4.035 (+0,30% rispetto al 31 marzo), mentre i ricoverati con sintomi sono 28.403 (+0,75%) e in isolamento domiciliare 48.134 (+5,98%)

Coronavirus, chi colpisce di più, quanti anni ha chi muore

Gli scienziati ancora non sanno dare una spiegazione certa, ma quello che appare assodato, sia dall’esperienza cinese che da quella italiana, è che gli uomini si ammalano e soprattutto muoiono molto più delle donne.

Secondo i dati aggiornati al 1 aprile in particolare i maschi sono il 55,2% dei contagiati dal coronavirus. A livello di età il 35,9 % di essi invece ha più di 70 anni, una percentuale appena superiore (il 36,9%) ha tra i 50 ed i 70 anni, e il 25,8% tra i 19 ed i 50 anni. Solo l’1,4% ha tra 0 e 18 anni. Visto che il tampone viene effettuato solo a chi manifesta un aggravamento delle condizioni o è in stretto contatto con un positivo è possibile che la percentuale di contagiati giovani sia sottostimata perché costoro presentano sintomi più blandi oppure anche nessun sintomo.

Fonte: ISS

Tra i morti invece gli anziani prevalgono in modo molto più netto. Quasi il 50% (49,7%) di essi ha più di 80 anni, con un tasso di letalità del 58,2%.

L’83,5 dei morti da coronavirus è nella fascia over 70 (dai 70 ai 90 ed oltre), mentre solo l’11,5% è compreso tra i 60 e i 69 anni. Sotto i 60 anni solo il 4,9%.

Fascia d’età (anni)Deceduti [n (%)]Letalità (%)
0-90 (0%)0%
10-190 (0%)0%
20-293 (0%)0,1%
30-3929 (0,2%)0,4%
40-49104 (0,9%)0,8%
50-59455 (3,8%)2,2%
60-691367 (11,5%)7,8%
70-794009 (33,8%)21,3%
80-894743 (40%)30,3%
>=901145 (9,7%)27,9%
Non noto2 (0%)1,1%
Totale11857 (100%)11,5%
Fonte: ISS

Dove il contagio cresce di più

Vediamo ora come è cambiata la distribuzione del contagio di coronavirus dall’inizio della crisi, a partire dai casi segnalati per Regione.

I casi di coronavirus si concentrano soprattutto nel nord Italia, in particolare in Lombardia ( soprattutto provincia di Bergamo, Milano e Brescia), Emilia-Romagna (provincia di Piacenza, Reggio Emilia e Modena), Veneto ( provincia di Padova, Verona e Treviso) e Piemonte (provincia di Torino e Alessandria).

Avendo superato il tanto famigerato e atteso picco, è possibile fare delle previsioni (ancorché incerte) sulla fine dei contagi, regione per regione.

Vediamo, intanto, alcuni dati nel dettaglio sullo sviluppo dell’epidemia nelle regioni più colpite.

In Lombardia si registra finalmente un trend più positivo: si può parlare di tendenza all’appiattimento della curva epidemica, che ai 1 aprile è al +3,5% contro il +2,4% del 31 marzo. L’evidente rialzo è dovuto però al maggior numero di tamponi eseguiti (circa il doppio del 31 marzo).

I contagi totali, perciò, scontano un incremento di 1.585 unità contro 1.047 di ieri (ma con la metà dei tamponi eseguiti), andando ad influire sul dato nazionale.

Segnali confortanti arrivano dal numero dei ricoveri negli ospedali: solo 44 ricoverati in più rispetto al 31 marzo.

Al 1 aprile, in Lombardia, sono  44.773 i malati di coronavirus, di cui 11.415 guariti e 7.593 decessi dall’inizio dell’epidemia. Prima Regione in italia, secondo i dati analizzati, per tamponi (121.449) e per numero di contagi per tampone eseguiti (quasi 4 tamponi su 10).

Di seguito, la distribuzione nelle province lombarde dei casi di coronavirus.

Provinciacasiin più%contagi/pop.guaritidecessitamponi%positivi/tamp.
LOMBARDIA44.773+3,62%0,445%11.4157.593121.44936,87%
Milano9.522+6,86%0,293%
Bergamo9.039+2,68%0,811%
Brescia8.598+2,76%0,679%
Cremona3.941+1,86%1,098%
Monza Brianza2.543+3,29%0,291%
Lodi2.157+1,94%0,937%
Como1.157+5,09%0,193%
Varese937+4,93%0,105%
Casi, percentuali contagi in più, percentuali contagi su popolazione, guariti, decessi, numero di tamponi eseguiti, percentuale di casi positivi per tampone eseguito per province della Lombardia (Fonte: ISS)

In testa spiccano Milano, Bergamo e Brescia. Come si può vedere dalla tabella, a crescere significativamente ora sono Monza Brianza e soprattutto Como e Varese, con una crescita di circa +5% d contagi in più rispetto al giorno precedente (31 marzo). Continuano a crescere significativamente i contagi a Milano, mentre a Bergamo, Brescia e Cremona sembrano rallentare e a Lodi sono diminuiti significativamente.

I ricoverati con sintomi  sono in totale 11.927, di cui 1.342 in Terapia intensiva, mentre sono 12.496 le persone in Isolamento domiciliare. Per approfondimenti sui dati della Lombardia vedi qui

Continua ad essere grave la situazione in Emilia Romagna, con 14.787 casi positivi di coronavirus (il 5,07% in più) e una percentuale di contagi sulla popolazione di circa 3 su mille (con circa un quarto di contagiati per tamponi fatti). I decessi dall’inizio dell’epidemia sono 1.732, a fronte di 1.566 guariti. Queste le province più coinvolte:

Regione
EMILIA ROMAGNA
casi

14.787
in più

+5,07%
%contagi/pop.

0,332%
guariti

1.566
decessi

1.732
tamponi

58.457
%positivi/tamp.

25,30%
Piacenza2.716+3,07%0,946%
Reggio Emilia2.553+10,66%0,480%
Modena2.297+3,38%0,326%
Bologna2.084+7,42%0,205%
Parma2.005+3,72%0,444%
Rimini1.445+2,70%0,426%
Forlì Cesena756+3,56%0,192%
Ravenna605+4,31%0,155%

Come si può vedere dalla tabella, crescono i contagi nella provincia di Reggio Emilia (addirittura quasi il doppio della media nazionale al +10,66%), Bologna (+7,42) e Ravenna (+4,31%), mentre Piacenza e Modena, oltre a Reggio Emilia, restano le province più colpite. Qui, un approfondimento ai dati aggiornati al 31 marzo.

Dopo la Lombardia e l’Emilia-Romagna, è il Piemonte la regione più colpita dal coronavirus, scalzando il Veneto dal triste podio.

Nella regione, si contano 9.795 casi positivi (+5,31% in più rispetto al 31 marzo), 439 i guariti a fronte di 886 decessi, per una percentuale di contagi che riguarda più di due persone su mille. A preoccupare è la percentuale dei positivi per tamponi effettuati (più di 3 persone su 10 tamponi), considerando anche l’esiguo numero di tamponi effettuati dalla regione.

Le province più coinvolte sono quelle di Torino (con 4.711 casi) e Alessandria (1.378 casi), come si può vedere nella tabella seguente:

PIEMONTEcasi

9.795
in più

+5,31%
%contagi/pop.

0,225%
guariti

439
decessi

886
tamponi

30.060
%positivi/tamp.

32,58%
Torino4.711+5,75%0,208%
Alessandria1.378+4,63%0,327%
Novara854+7,15%0,231%
Cuneo778+6,43%0,133%
Asti461+6,22%0,215%

A preoccupare è soprattutto la diffusione del coronavirus nelle province di Novara, Cuneo e Asti, i cui casi positivi risultano aumentati notevolmente nel giro di 24 ore tra il 31 marzo e il 1 aprile.

A seguire è il Veneto è la regione più colpita (9.625 casi positivi di coronavirus 5.13% in più rispetto al 31 marzo. Va comunque detto che la Regione governata da Zaia è la seconda per numero di tamponi effettuati: 112.746 i tamponi (quasi il doppio dell’Emilia-Romagna), con una percentuale di contagi per tampone di quasi il 9%.

Da giorni, la curva epidemiologica in Veneto sembra essersi stabilizzata: non c’è più alcuna crescita esponenziale. Segnale questo che mostra come evidentemente le misure di contenimento legate al distanziamento sociale, congiuntamente alla somministrazione diffusa dei tamponi alla popolazione, stiano producendo i loro frutti.

Tuttavia, come si può vedere dalla seguente tabella il contagio per coronavirus sembra diffondersi in tutte le province (tranne Treviso che, nonostante i tanti casi positivi, mostra segnali di rallentamento), compresa Belluno che registra nelle ultime 24 ore una crescita del quasi 7%.

VENETOcasi

9.625
in più

+5,13%
%contagi/pop.

0,196%
guariti

902
decessi

499
tamponi

112.746
%positivi/tamp.

8,54%
Padova2.368+4,59%0,252%
Verona2.287+8,29%0,247%
Treviso1.554+2,10%0,175%
Vicenza1.327+6,84%0,154%
Venezia1.231+5,21%0,144%
Belluno460+6,98%0,227%

Segue poi la Toscana con 4.867 casi e un aumento vicino alla media nazionale del 5,62% di nuovi contagi tra il 31 marzo e il 1 aprile. Le province più colpite sono Firenze (1.158 casi) e Lucca (771 casi). Significativo l’aumento dei casi nelle province di Massa Carrara (611 casi, con una crescita dell’8,9%) e di Prato che, benché abbia pochissimi casi (appena 291) registra una crescita pari al doppio della media nazionale (+12,40).

Ammontano a 3.962 i casi positivi al coronavirus nelle Marche, concentrati tra la provincia di Pesaro Urbino (1.722 casi) e Ancona (1.174 con un incremento nelle ultime 24 ore prima del 1 aprile del 5.20% dei casi, a fronte di una media regionale del 3.58%).

Un’impennata di nuovi casi positivi si registra, invece, in Liguria (con una crescita tra le più alte assieme alla Campania del +7,19%). Sono 3.660 i casi positivi al coronavirus nella regione ligure, concentrati prevalentemente nella provincia di Genova (1.108 casi).

Seguono poi Trentino A.A. (3.288 casi, concentrati soprattutto a Trento 1.870 casi con una crescita del +7,10) e Lazio che registra un’impennata di nuovi casi nella provincia di Rieti (+46,21%) che pure, con i suoi soli 196 casi, è l’ultima provincia laziale per diffusione del coronavirus. La stragrande maggioranza dei casi del Lazio, infatti (3.264 casi in tutto), sono concentrati nella provincia di Roma (2.260 casi).

Come la Liguria, anche la Campania registra un’impennata di nuovi casi positivi al 1 aprile (+6,64%), per un totale di 2.231 persone positive al coronavirus, concentrate prevalentemente nella provincia di Napoli (1.161 casi con una crescita preoccupante pari al 10,26%) e Salerno (360). Ma non sono i numeri a destare preoccupazione, quanto lo scarso numeri dei tamponi effettuati (15.728 contro 35.810 nel Lazio ad esempio), con un una percentuale di casi positivi per tampone effettuato del 14,90% (contro i 9,11% del Lazio). Dunque, non è improbabile che vi siano casi sommersi che potrebbero far salire le percentuali già alte della Campania.

Ancor più grave della Campania e della Liguria, per numero di nuovi casi positivi, è la regione Puglia che registra un incremento di nuovi casi ben superiore alla media nazionale (+7,93% è la percentuale dei nuovi contagi in Puglia per un totale di 1.946 casi). A destare preoccupazione non è più solo la provincia di Bari (con i suoi 655 casi positivi al coronavirus e una crescita del 6,33%), ma le province di Brindisi e Taranto che, a fronte di un numero esiguo di casi (rispettivamente 191 e 148) mostrano una crescita significativa superiore al 16% nelle 24 ore precedenti il 1 aprile. Per maggiori dettagli sulla situazione in Puglia, si veda qui.

Seguono poi Sicilia (1.798 casi) , Friuli Venezia Giulia (1.685 casi) e Abruzzo (1.436 casi) con una crescita modesta di casi positivi al coronavirus, dopo un incremento significativo i precedenti giorni.

Situazione sotto controllo in Umbria (1.095 casi) e Calabria (669 casi) che, registrando un aumento inferiore al 2%, lanciano segnali che infondono un moderato ottimismo.

A crescere, purtroppo, sono anche quelle regioni in cui finora sono stati sporadici i casi positivi e molto modesta la diffusione del coronavirus. In Sardegna i casi sono cresciuti a 745 (+3,19% tra il 31 marzo e il 1 aprile), mentre nuovi casi si registrano nel Molise (sinora la regione rimasta quasi indenne dal coronavirus): i casi ammontano a 160, con una crescita del +11,11%.

Si arresta la crescita in Val d’Aosta (+0,48% e 631 casi), mentre anche la Basilicata comincia a conoscere i primi casi di contagio (237 con una crescita del +4,87%).

L’infografica in basso mostra i dati di incidenza (per 100.000 abitanti) dei casi di coronavirus, diagnosticati dai laboratori di riferimento regionale e il numero di casi segnalati con insorgenza sintomi negli ultimi 14 giorni, per Regione/Provincia di residenza (dati aggiornati al 1 aprile ).

Nell’infografica seguente, invece, è possibile osservare il trattamento sanitario cui sono sottoposti i contagiati per ogni Regione, distinti in ricoverati in terapia intensiva, i ricoverati con sintomi e chi è in isolamento domiciliare.

REGIONETERAPIA
INTENSIVA
RICOVERATI
CON SINTOMI
ISOLAMENTO
DOMICILIARE
Lombardia1.34211.92712.496
Emilia Romagna3593.8987.232
Veneto3501.7186.156
Piemonte4533.1464.871
Marche1689842.304
Campania1294781.369
Liguria1791.1141.352
Toscana2971.1203.015
Lazio1771.1311.450
Friuli V.G.60206940
Sicilia72496976
Puglia1076371.012
Abruzzo71342798
Trento763451.062
Molise883291
Umbria45173646
Bolzano57269786
Calabria16144450
Sardegna27119529
Basilicata1539171
Valle d’Aosta2785428
Fonte: Ministero della Salute

Numero totale di casi di COVID-19 diagnosticati dai laboratori regionali di riferimento
Fonte: ISS

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