Pensioni ultime notizie: Recovery Fund, cosa si rischia per la previdenza

Pensioni ultime notizie: in queste ore non si parla d’altro che del Recovery Fund. Quali sono le conseguenze e i rischi per la previdenza?

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Pensioni ultime notizie: Recovery Fund, cosa si rischia per la previdenza

Pensioni ultime notizie: quali saranno le ricadute del Recovery Fund sulla previdenza? Com’è ormai noto, la spinta di Francia e Germania verso un’immissione di liquidità di 500 miliardi di euro, le cui risorse andranno in misura maggiore ai Paesi che ne hanno più bisogno per ricostruirsi dopo l’emergenza del Covid-19, sta suscitando dibattiti da più parti e di diverso tema. Sul Recovery Fund ci sono favorevoli e contrari: tra questi ultimi non solo Paesi da sempre rigidi davanti a questo tipo di strumenti (Austria, Danimarca, Svezia e Olanda), ma anche esperti di economia ed esponenti della politica del nostro Paese, come ad esempio Alberto Bagnai, economista della Lega.

Pensioni ultime notizie: Recovery Fund sarà un debito?

Stando a quanto riferito da Adnkronos, Bagnai sottolinea il rischio che il Recovery Fund potrebbe portare alle pensioni e al sistema previdenziale italiano, di fatto affermando e ribadendo analoghe conseguenze che erano già state demarcate con l’accesso al Mes. “Definendo il fondo Merkel-Macron un finanziamento a fondo perduto, il premier ha mentito agli italiani”, il commento del responsabile economia della Lega. Per quest’ultimo “la proposta franco-tedesca parla esplicitamente di un piano vincolante di restituzione da parte degli Stati dei denari da essi ricevuti”. Ciò significa sostanzialmente che “per gli Stati membri l’accesso al fondo sarà un debito“.

Pensioni ultime notizie: “Con Recovery Fund taglio alle pensioni”, secondo Bagnai

Entrando più nel dettaglio, Bagnai ha spiegato che i fondi saranno distribuiti ai destinatari “in base alla programmazione di bilancio Ue, ma solo negli Stati che si impegnano a eseguire un’ambiziosa agenda di riforme”. Questo equivale a dire che “gli utenti finali dovranno cioè scontrarsi con la consueta burocrazia europea, mentre ai Paesi verranno chiesti i soliti tagli di pensioni e servizi pubblici“.

Effettivamente le risorse che saranno date all’Italia dovranno essere destinate alla ricostruzione, al rilancio e alla ripresa, tramite riforme strutturali, quelle stesse si auspicano da tempo anche in Italia. Non misure di sostegno o ausili estesi alla cittadinanza, insomma, ma un vero e proprio piano di investimenti per rilanciare l’economia e la produttività del Paese.

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