Confindustria, Stati Generali: ritardi su CIG e liquidità, le critiche al governo

Confindustria agli Stati Generali dell’Economia critica il governo: “ritardi su CIG e liquidità”. La replica di Conte: “Non siamo collettivisti”

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Confindustria, Stati Generali: ritardi su CIG e liquidità, le critiche al governo

Agli Stati Generali dell’Economia è intervenuto il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi che ha criticato aspramente il governo per “i gravi ritardi” della cassa integrazione e per le misure anti-crisi a sostegno della liquidità delle imprese. La critica segue lo scontro consumatesi appena qualche giorno prima tra li stesso Bonomi che aveva parlato di “politica dello struzzo” in relazione all’operato de governo e Gualtieri.

Il Premier Conte, chiamato in causa, ha ammesso “ritardi ed errori”, ribadendo tuttavia che il governo non può essere chiamato “a rispondere di carenze strutturali che il sistema Italia si porta dietro da circa 20 anni“. “La questione – ha aggiunto – non prevede di piangersi addosso, bensì la predisposizione del governo è nel valutare le prossime misure che bisognerà adottare nell’immediato“. Perciò, Conte ha ritenuto opportuno chiedere a Confindustria “collaborazione” e “suggerimenti”, affinché le critiche siano costruttive a migliorare il piano del governo per il rilancio dell’economa.

“Non siamo collettivisti”: la replica di Conte a Confindustria

Alle passate critiche di “soviettismo”, lanciate da alcuni giornali nei confronti del governo, Conte ha voluto precisare che questo governo non ha alcuna “concezione collettivista della produzione o statalista dell’economia“.

Bonomi ha poi insistito sulla restituzione di 3,4 miliardi di euro di accise energia impropriamente pagate dagli industriali. Si tratta di addizionali provinciali non dovute che vengono, come specificato dal Presidente di Confinustria, “trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione“.

La questione a cui si riferisce Bonomi ha a che fare con l’’addizionale provinciale sull’energia elettrica abrogata dal governo Monti e sostituita con il rincaro delle aliquote dell’imposta erariale. Secondo la sentenza della Cassazione a cui allude Bonomi, il rimborso non spetta allo Stato: chi ha pagato più del dovuto deve rivalersi in giudizio sul fornitore di energia il quale poi a sua volta, se condannato, ha la facoltà di rivolgersi alle Dogane o alle Province.

In un tweet, Bonomi ha chiarito la necessità di onorare “i contratti/debiti verso le imprese”, in quanto “la cassa integrazione è stata anticipata in vasta misura dalle imprese e così sarà per ulteriori 4 settimane”. L’affondo è poi sul sostegno da parte del governo alla liquidità delle imprese, perché “le misure economiche italiane si sono rivelate più problematiche di quelle europee”. “Confindustria – scrive Bonomi – non crede in uno Stato cattivo contrapposto al privato buono. Ciò che chiediamo è una democrazia moderna con istituzioni efficienti e funzionanti, cioè con una P.A ‘buona’, come già indicato e chiesto dal governatore di Bankitalia”.

Il Piano “Recovery” del governo: priorità all’Industria 4.0

Dal canto suo, il Premier Conte si è giustificato alludendo al fatto che, a causa dell’emergenza pandemica, il governo si è trovato a fare interventi, come la Cassa integrazione, “che normalmente facevamo nell’arco di cinque o sei anni. Stesso discorso anche per le necessità delle imprese, dove c’erano aspettative di pochi giorni e poche settimane”. Quindi “è chiaro che delle criticità si sono rivelate”. Del resto, ha precisato Conte, “se da tanti anni in termini di pil o produttività il Paese è al di sotto della media europea, evidentemente ci sono problemi strutturali che si trascinano”, assicurando poi che “finito questo ciclo di incontri, inizieremo subito a lavorare con celerità: già dalla prossima settimana inizieremo a ricavare la versione finale” del Recovery plan.

All’interno del programma di governo, secondo quanto anticipato Conte ai vertici di Confindustria, c’è il piano di transizione 4.0, comprensivo del “nuovo piano di transizione impresa 4.0 plus”. “Possiamo avere diversità di opinioni, – precisa il Premier -, ma qui non c’è nessuna remora culturale, nessun pregiudizio ideologico“. “Per noi l’impresa è un pilastro della nostra società”, ha sottolineato, rivolgendosi al Presidente di Confindustria Bonomi. Poi ha concluso con un richiamo al celebre economista della scuola di Chicago, il neoliberista e monetarista Milton Friedman: “per noi l’obiettivo di un’impresa è produrre guadagno. Un imprenditore che non affronta l’attività d’impresa con criteri di economicità produce un danno a se stesso e alla comunità, disperde valore. Il fatto che qualche volta, anzi spesso, ci sentite ragionare con maggior articolazione di prospettive è perché riteniamo che l’impresa non sia solo un’organizzazione di mezzi di produzione per produrre guadagno ma anche una comunità di donne e di uomini che si inserisce in un contesto sociale e che ha un impatto sull’ambiente”.

Nel frattempo, il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri ha già voluto rassicurare Confindustria, mostrando la disponibilità del governo ad “allargare le maglie per consentire alle imprese il maggiore utilizzo dei contratti a tempo determinato, almeno in una fase transitoria”, giacché “in questa fase se non si eliminano almeno temporaneamente i disincentivi ai contratti a termine inseriti si rischia di avere un impatto negativo sull’occupazione”. Proposta, questa, che ha avuto il beneplacet dell’ex Presidente dell’inps Tito Boeri che, in passato, ha sostenuto le riforme del mercato del lavoro (quali, ad esempio, il Jobs Act) e del welfare nel periodo post-crisi 2008-2013.

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