Stati Generali Economia: oggi il secondo giorno, cosa è successo finora

Pubblicato il 15 Giugno 2020 alle 09:00
Aggiornato il: 24 Giugno 2020 alle 23:28
Autore: Eugenio Galioto

Stati Generali Economia. Nella giornata d’apertura sono intervenuti Michel, Sassoli, von der Leyen, Gentiloni, Lagarde. Atteso oggi l’ontervento di Coalo

Stati Generali Economia: oggi il secondo giorno, cosa è successo finora

Al via oggi la seconda giornata degli Stati Generali dell’economia, dopo la prima svoltasi sabato in una villa Doria Pamphili blindata.

Alla manifestazione, fortemente voluta dal Premier Conte e altrettanto fortemente criticata dalle opposizioni, hanno preso parte sabato il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la Presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il commissario all’Economia Paolo Gentiloni e la Presidente della BCE Christine Lagarde, per una giornata totalmente dedicata all’Europa.

Dopo aver omaggiato l’Italia per aver indicato agli altri Paesi europei le misure da adottare per contrastare la pandemia, Charles Michel si è soffermato sull’importanza del Recovery Fund come strumento e opportunità per rilanciare l’economia europea. Spetta all’Italia saper cogliere l’occasione per promuovere le riforme strutturali non più procrastinabili. È quanto ribadito all’unanimità, oltre che da Michel, dal Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, da Christine Lagarde, da Ursula von der Leyen e dal commissario Paolo Gentiloni. Parole queste sottoscritte dal Presidente Giuseppe Conte, per il quale gli Stati Generali dell’Economia avrebbero la funzione specifica di disegnare l’Italia del futuro, a partire dalle necessarie riforme inscritte nel quadro europeo.

Stati Generali Economia, Conte: “un nuovo Rinascimento per l’Italia”

Agli Stati Generali dell’Economia è intervenuto anche il governatore di BankItalia Ignazio Visco che ha ribadito quanto già aveva dichiarato qualche giorno fa a proposito del corretto uso del Recovery fund da parte dell’Italia “i fondi europei non potranno mai essere gratuiti: un debito dell’Unione europea è un debito di tutti i paesi membri e l’Italia contribuirà sempre in misura importante al finanziamento delle iniziative comunitarie”.

Ma è l’intervento del Premier Conte a fine giornata ad aver attratto l’attenzione di quanti attendevano una posizione ufficiale del Capo del governo in merito al Piano di rilancio di Colao, consegnato sui tavoli di Palazzo Chigi appena la settimana prima.

Dei sei punti del Piano (imprese e lavoro; turismo, arte e cultura; infrastrutture e ambiente; pubblica amministrazione; individui e famiglie; ricerca e innovazione), il Premier Conte si è soffermato su tre linee strategiche che traghetteranno, nella visione del governo, vero un “nuovo Rinascimento”: modernizzazione del Paese (attraverso un massiccio piano di investimenti su digitalizzazione e Industria 4.0, nonché mediante un programma di ricapitalizzazioni e incentivi in investimenti in Ricerca e Sviluppo), transizioni ecologica (per promuovere il green Deal) e inclusione sociale e di genere. “Questo è il momento non solo di continuare a seguire l’emergenza e le necessità più immediate – ha affermato Conte – ma di lavorare a un progetto chiaro per uscire dalla crisi”. “Un progetto coraggioso, condiviso – ha aggiunto, insistendo quanto già espresso a proposito della necessità di cogliere l’occasione “per trasformare la crisi in opportunità” al fine di “rimuovere tutti gli ostacoli” che hanno frenato l’italia “durante l’ultimo ventennio“.

Il problema dei tempi e dei vincoli all’erogazione dei fondi, le critiche dell’opposizione

Gli Stati Generali dell’Economia dovranno, a partire da oggi e per i giorni a seguire, definire i dettagli del piano che costituirà il programma per accedere ai fondi europei per la ripresa (Recovery Fund). Ma la questione dei “tempi” riguardo le risorse provenienti da Bruxelles (un programma di finanziamento, quello previsto dalla Commissione UE, che partirà non prima del 2021) e dei vincoli all’accesso (su cui si giocherà la partita dei prossimi negoziati europei) rimane. E le opposizioni sostengono che gli Stati Generali dell’Economia possano correre il rischio di ridursi a semplice “passarella” per il governo per via dei pochi giorni a disposizione e di un’organizzazione realizzata senza il necessario coinvolgimento dei diversi stakeholders (Fdi, Lega e FI hanno declinato l’invito, ritenendo che una siffatta discussione debba tenersi in Parlamento, non in altre sedi). Timore, questo, che sembra caratterizzare anche parte della maggioranza, con il Pd che chiede al Premier “una scolta di concretezza” e, per certi aspetti, anche il governatore di BankItalia Visco che ha auspicato che gli Stati Generali dell’Economia “possano concludersi con degli atti concreti che ci consentano di compiere quei passi avanti di cui il Paese ha più che mai bisogno, anche attingendo alle numerose proposte avanzate e sfruttando appieno le opportunità offerte dai nuovi programmi europei approvati e in corso di definizione”.

Altra polemica è stata sollevata dall’ex ministro Tria che ha parlato di “Troika a casa nostra” per la partecipazione, oltre che della Lagarde e di von der Leyne, anche della direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva.

La giornata di oggi

Stamattina saranno attesi gli interventi di Vittorio Colao che presenterà ufficialmente il piano della Task force, mentre ha declinato l’invito l’ex Presidente della BCE Mario Draghi.

Il documento finale che sarà redatto a conclusione degli Stati Generali dell’Economia, secondo le intenzioni del governo, costituirà la base del Piano nazionale di riforme (Pnr) che il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri invierà a Bruxelles. Dall’esame dello stesso, l’Ue deciderà quante risorse concedere all’Italia nell’ambito del programma Next Generation Ue, lanciato dalla Commissione Ue, sulla base della compatibilità, stante a quanto sostenuto dal commissario Gentiloni, con le “sfere individuate nel semestre europeo” rispetto agli obiettivi del “rafforzamento della crescita e coesione” e di promozione della “transizione verde e digitale”.

Il prossimo 19 giugno è fissata in agenda un Consiglio europeo per discutere del programma e delle risorse del fondo per la ripresa. Non sarà risolutivo, ma si prevede un negoziato alquanto accesso tra i Ventisette.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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