È Cosentino il nuovo segretario del Pd romano

Lionello Cosentino è il nuovo segretario del Pd romano. Tommaso Giuntella è il nuovo presidente. A deciderlo è stata ieri l’assemblea dei delegati. Solo una formalità, però, visto che tutto era già stato stabilito con qualche ora d’anticipo.

Nessuna sorpresa nella scelta dell’uomo che dovrà ricucire le anime dei democratici a Roma. Cosentino, sostenitore a livello nazionale della mozione di Gianni Cuperlo, aveva chiuso il primo turno ampiamente in testa, raccogliendo il 45,8 per cento dei voti: non abbastanza però da evitare il ballottaggio con Tommaso Giuntella, giovane capogruppo Pd in I municipio e anche lui sostenitore della candidatura Cuperlo.

Lionello Cosentino

Terzo classificato il renziano Tobia Zevi, capace di mettere insieme un 15,4 per cento che sin da subito aveva fatto gola a tutti. Distante Lucia Zabatta, area Civati, col 4,5.

In testa ci erano finiti quindi due candidati che vorrebbero Gianni Cuperlo alla segreteria nazionale del Pd. Un esito previsto già a inizio corsa. La manciata di voti che sono mancati a Cosentino per raggiungere la maggioranza assoluta hanno così messo il partito di fronte alla spinosa prospettiva di una conta interna che avrebbe finito per mettere sulla bilancia una dopo l’altra tutte le correnti.

Da giorni si vociferava di possibili accordi per arrivare ad una soluzione unitaria che scongiurasse il pericolo di fratture, e alla fine il compromesso è arrivato sul tandem Cosentino-Giuntella: il primo alla segreteria e il secondo alla presidenza.

La spallata decisiva è arrivata dall’esterno. Quando il tesoretto di voti di Tobia Zevi ha preso la strada di Cosentino, infatti, la partita dei numeri si è di fatto chiusa: “Disponibili all’accordo con Cosentino” ha dichiarato Zevi a inizio settimana.

Merito di Cosentino, hanno spiegato i renziani, è stato quello farsi portavoce della voglia di un vero cambiamento del partito e della politica a Roma, ma anche (e viene da dire soprattutto) aver saputo scindere la partita cittadina da quella nazionale – parole a metà strada tra l’invito e la constatazione.

Nel frattempo, da un incontro faccia a faccia tra Gianni Cuperlo, Tommaso Giuntella e Lionello Cosentino, usciva quella strategia del compromesso cristallizzata con un comunicato diffuso nella serata di martedì: “I delegati della mozione Giuntella hanno accolto favorevolmente la proposta unitaria e condivisa con Lionello Cosentino segretario e Tommaso Giuntella presidente per rafforzare il Partito Democratico di Roma e aprire una fase nuova di rilancio della complessa azione di governo dell’amministrazione comunale guidata da Ignazio Marino”.

Tommaso Giuntella

Con il ritiro di Giuntella dal ballottaggio, Cosentino è rimasto l’unico candidato per la segreteria: l’assemblea dei delegati ha avuto solo il compito di mettere il timbro sull’accordo. Sulla nomina di Cosentino alla segreteria non c’è stato nessuno strappo: l’ex senatore ha incassato l’appoggio di tutti, area Renzi e area Civati comprese, ed è stato eletto per acclamazione.

Atmosfera diversa quando s’è trattato di dare a Giuntella la presidenza attraverso voto palese: i renziani infatti si sono astenuti, non condividendo con i sostenitori di Giuntella il confine che divide le questioni romane dalla corsa per la segreteria nazionale. “Io voterò Cuperlo al congresso nazionale, ma la squadra e come affronteremo le sfide qui riguarderà Roma e i problemi di Roma” ha assicurato Cosentino.

“Grazie della fiducia, del sostegno, della pazienza” ha twittato invece Giuntella in serata, “mi metto a disposizione del Pd di Roma e della nostra Capitale. Servirò, dando del mio meglio!”

 

Chi è Lionello Cosentino: nato a Napoli nell’estate del 1951, Cosentino ha una lunga carriera politica alle spalle: assessore regionale alla Sanità nel Lazio dal 1995 al 2000, è stato prima deputato e poi senatore.

Vanta una serie di ‘buoni amici’: dal governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti (tra i primi a fargli gli auguri) a uno dei protagonisti indiscussi del Pd romano, Goffredo Bettini (regista della sua candidatura, che lo definisce “autorevole, libero, unitario, competente”), dal sindaco Marino a larghe fette di ex Ds.

Per sua stessa ammissione, c’è tanto lavoro da fare per riportare il partito democratico al centro della città di Roma – un paradosso, se si considera che il Pd alle ultime elezioni ha fatto en plein, mettendo le mani su regione, comune e municipi. “Abbiamo il compito di ricostruire l’identità e la forza del partito a cominciare dai circoli” ha dichiarato, “ecco perché prenderemo le nostre decisioni anche con referendum tra gli iscritti”.

Dice il neo segretario che i democratici devono ricostruire un rapporto con i ceti imprenditoriali e professionali romani. Il Pd deve “scendere in campo e dire la sua sul governo della città” ha affermato Cosentino: “noi nelle scelte dobbiamo esserci, altrimenti il sindaco e la giunta rimarranno soli. La priorità è questa”.