Sondaggio Tecné sulle Primarie PD: Renzi “tifa” per un’alta partecipazione, ma la previsione del numero di votanti si restringe

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Sondaggio Tecné sulle Primarie PD: Renzi “tifa” per un’alta partecipazione, ma la previsione del numero di votanti si restringe

A pochi giorni dalle primarie per l’elezione del nuovo Segretario del Partito Democratico, viene diffuso da Tgcom24 un nuovo sondaggio sull’argomento realizzato dall’istituto Tecné. Dai risultati del sondaggio non arrivano buone notizie per il PD sul fronte della partecipazione: considerando coloro che hanno risposto “sicuramente sì” o “molto probabilmente sì” alla domanda sull’intenzione di votare alle primarie PD, la stima del numero di persone che si recheranno ai seggi è infatti di circa 1 milione e 300 mila, ben 600 mila persone in meno rispetto alla rilevazione precedente. Considerando coloro che si dichiarano meno sicuri ma che comunque prendono in considerazione l’idea di votare l’8 dicembre, si aggiunge un altro milione e 200 mila elettori per un totale, nella più ottimistica delle ipotesi, di due milioni e mezzo di potenziali votanti (700 mila in meno rispetto alla previsione della scorsa settimana). In ogni caso una cifra inferiore rispetto alle ultime analoghe elezioni primarie del 2009 quando parteciparono 3 milioni e 100 mila elettori.

 

Rivolgendo l’attenzione alle intenzioni di voto ai tre candidati, Tecné ci presenta risultati differenti a seconda della partecipazione al voto. La vittoria di Matteo Renzi non è messa in discussione in nessun caso, ma dai dati emerge come all’aumentare dei votanti il consenso percentuale del Sindaco di Firenze aumenti passando da un dato attorno alla soglia del 50% in caso di partecipazione vicina al milione fino a percentuali che garantirebbero a Renzi una vittoria più netta (ma comunque inferiori al 60%) se si andasse oltre i due milioni di votanti. Accade l’inverso sia per Gianni Cuperlo che per Pippo Civati: all’aumentare della partecipazione il consenso percentuale di entrambi diminuisce, con un risultato per l’ultimo segretario della Fgci fra il 38% e il 30%, mentre per Civati si va da un massimo di circa il 10% con una bassa partecipazione ad un minimo 5% con il massimo numero di votanti previsto.