Boeri non molla su pensioni e reddito minimo, le repliche di Poletti

Sono sono sempre più fredde ed infastidite le repliche del governo alle dichiarazioni del presidente dell’INPS, Tito Boeri. Dopo i dati diffusi dall’Istituto di previdenza sociale che smentivano le notizie trionfali del governo in materia lavoro, evidenziando a gennaio e febbraio un aumento di soli 13 posti rispetto ai dati del 2014, arriva da parte del docente alla Bocconi un’altra strigliata per l’esecutivo, con l’invito a rendere flessibile l’uscita dal lavoro e a tagliare le pensioni troppo alte basate sul vecchio sistema retributivo.

Taglio delle pensioni d’oro

Il governo che per quanto riguarda il taglio delle pensioni superiori ai 2 mila euro si era già espresso sfavorevolmente, ha replicato all’economista per bocca del ministro del lavoro Giuliano Poletti, il quale rispondendo ad un’interrogazione alla camera ha dichiarato che l’INPS fa “elaborazioni interessanti” ma che “ il lavoro comunque compete al governo”.

Le affermazioni di Poletti sono una netta risposta alle pretese di Boeri, espresse nei giorni scorsi, di poter influire più puntualmente sulle politiche dell’esecutivo: “ Rivendico il diritto di fare proposte, che non è certamente un modo di violare le regole della democrazia come qualcuno ha sostenuto. Un ente come l’Inps ha conoscenze e competenze che può mettere a servizio del paese. Inoltre abbiamo dati importanti che ci permettono di valutare meglio di altri le politiche fatte sin qui in Italia”.

Nonostante la freddezza dell’esecutivo, Boeri, continua a pungolare il governo di Matteo Renzi, prima annunciando durante ad un convegno alla Bocconi: “Presenteremo entro giugno una proposta organica, che si muova su un unico asse assistenza-previdenza. Si tratta di proposte in grado di autofinanziarsi e di reggersi sulle proprie gambe”. Poi confermando l’accordo con le banche affinché le pensioni vengano pagate al primo del mese le quali “abbasseranno i costi dei bonifici in cambio di liquidità dal primo del mese. Ora aspettiamo il decreto, che mi auguro venga varato nei tempi più stretti possibili”.
Ma anche quest’ultima sollecitazione non aveva certo suscitato l’entusiasmo di Poletti che aveva preso tempo rispondendo: “E’ un tema che ha bisogno di un intervento normativo, vedremo anche i veicoli normativi che ci consentono di farlo, sempre che non sia possibile farlo attraverso un atto amministrativo, stiamo valutando anche questo”.

 

Reddito minimo garantito

Infine Boeri aveva stuzzicato l’esecutivo sulla controversa questione del reddito minimo, affermando come tali strumenti di tutela esistano in tutta Europa e volendo forse evidenziare lo strano silenzio di Renzi sulla destinazione del presunto “tesoretto” da 1,6 miliardi che sarebbe nella disponibilità del governo.

Da San Stino di Livenza (VE) dove è impegnato in un convegno sul jobs act, arriva tuttavia un’apertura in questo senso del ministro Poletti, il quale giudica la proposta di un reddito di cittadinanza per gli over 55 come “una delle risposte possibili ed interessante”.