Le scelte del Pd e le ultime ore da sindaco di Roma di Ignazio Marino

dimissioni marino Il sindaco di Roma Ignazio Marino

Nelle ultime ore è cresciuto il livello del sostegno, da parte di certa opinione pubblica, per l’ormai uscente sindaco di Roma Ignazio Marino. Mentre l’ora delle dimissioni irrevocabili sembrerebbe non lasciare più dubbio alcuno, proprio oggi dovrebbe essere ufficializzato il congedo dalla carica in sede consiliare, sulla rete si moltiplicano le iniziative di supporto per la figura di Marino.

Dalla piazza ai social network

Durante l’arco della giornata di ieri un cospicuo numero di elettori si è riunito presso piazza del Campidoglio sciorinando cori di protesta contro la decisione di Marino di lasciare le stanze di palazzo Senatorio. Oltre alla riproposizione di alcuni canti partigiani, la manifestazione ha poi raccolto nel suo bacino alcuni dileggi rivolti al premier Renzi. Oggi i social network pullulano di iniziative a sostegno del chirurgo e politico genovese: si parte dalle pagine dedicate ad hoc su Facebook, per arrivare alle petizioni popolari di raccolta firme su Change.org. Sulla pubblica arena della rete, attraversando le ironie più brutali e le manifestazioni d’appoggio più sincere anche da parte di elementi in vista della società civile, il sentimento comune che sembrerebbe imperversare all’interno di tale massa di “affezionatissimi” parrebbe essere quello dello sconforto profondo legato al sovvertimento del voto popolare. L’elezione, oggi, rappresenta una delle dinamiche dirimenti per il riassetto strategico futuro dell’intero Partito democratico.

Renzi: “Saranno i romani a scegliere il sindaco”

L’importanza capitale (e il bisticcio di parole è voluto) dell’ormai prossimo voto per l’elezione del primo cittadino di Roma non sembra essere sfuggita al premier Matteo Renzi il quale, ieri sera, durante una intervista presso la trasmissione di Fabio Fazio su Rai 3, ha così dichiarato: “Saranno i romani e non io o il Pd a scegliere il sindaco, siamo o non siamo il partito delle primarie?”. Stando a queste parole verrebbe dunque meno la paventata possibilità, corsa nell’etere ultimamente, che avrebbe visto il premier-segretario pronto alla scelta in prima persona per l’amministrazione capitolina.

Il Pd romano: una questione nazionale

Parallelamente l’intero Pd non può non constatare la frattura profonda creatasi in seno alla classe dirigente romana e l’idiosincrasia che rischia di diventare un vero e proprio terremoto politico anche a livello nazionale. Del resto, che le prassi politiche di Ignazio Marino non fossero in cima alle preferenze di buona parte del Partito democratico capitolino lo si era evinto da tempo. A tal proposito, ieri Matteo Renzi non lasciava nulla al caso: “Marino vinse le primarie un po’ a sorpresa e questo me lo rende simpatico perché vinse anche contro parte del Pd romano”.

In buona sostanza: anche volendo prescindere dagli strascichi che l’inchiesta Mondo di mezzo continua ancora ad esercitare sugli ambienti dell’amministrazione della capitale d’Italia e cercando di non guardare con occhio critico, ma benevolo e dubitativo, i possibili avvisi di garanzia e successivi eventuali rinvii a giudizio cui Ignazio Marino potrebbe incorrere nei prossimi giorni per la questione legata alla presunta distorsione dei fondi pubblici per uso privato, gli scenari che si vanno componendo per il Pd sembrano assumere sempre più le forme contorte di un maglio difficile da districare.

 

Riccardo Piazza