Referendum, il pasticcio della lettera inviata agli italiani all’estero

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Un refuso che potrebbe costare molto caro al fronte del “Sì” al referendum costituzionale. La lettera che il Comitato “Basta un Sì” ha spedito ai 4 milioni di italiani all’estero infatti contiene un errore piuttosto evidente. Al posto del dominio “bastaunsi.it”, nella prima pagina della missiva viene indicato “bastausi.it” senza la “n”. Sembrerebbe una semplice svista (stampata 4 milioni di volte, però) e invece il fronte del “No” è riuscito a sfruttare il marchiano errore acquistando il dominio. Così, tutti gli italiani all’estero che vorranno saperne di più sulle ragioni dei favorevoli alla riforma si troveranno a leggere le ragioni opposte. Magari condividendole, chissà.

Il nuovo dominio è stato acquisito in men che non si dica dal Comitato “Costituzione bene comune” che fa capo all’ex ministro di Forza Italia, Altero Matteoli. Digitando “bastausi.it” infatti si viene automaticamente spediti su “costituzionebenecomune.it” che nella prima pagina ha un post emblematico. “Siamo impegnati per il ‘No’ al Referendum su una riforma costituzionale sbagliata e che complica invece che semplificare le nostre Istituzioni repubblicane – si legge –. Non è vero che si supera il bicameralismo perché il nuovo Senato, peraltro non eletto dal popolo, continuerà ad avere poteri e funzioni legislative importanti”. Eccetera, eccetera.

Referendum, Calderoli: ignoranti che non possono riscrivere la Carta

Il primo ad accorgersi dell’abbaglio è stato nei giorni scorsi il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. “Peccato che questi signori siano talmente ignoranti della grammatica, e della Costituzione, che indicando il sito di riferimento abbiano scritto testualmente www.bastausi.it dimenticandosi la ‘n’ del loro comitato Basta un Sì” ha fatto notare il senatore leghista. “Non credo proprio che sia un’espressione dialettale – ha concluso Calderoli –, come non credo che chi non è in grado di scrivere neppure una lettera correttamente possa riscrivere la Costituzione“.

Questa non è la prima polemica sulla missiva inviata ai 4 milioni di italiani residenti all’estero dal Comitato “Basta un Sì”. Negli ultimi giorni il Presidente del Comitato del “No”, Giuseppe Gargani, ha denunciato il diniego da parte del Ministero dell’Interno degli indirizzi di residenza a cui spedire una lettera uguale ma per il “No”. Così, inevitabilmente, è scoppiata la polemica che nei prossimi giorni raggiungerà anche le stanze del Quirinale. I Comitati del “No” infatti hanno chiesto di poter incontrare il Presidente Mattarella per avere un chiarimento. Oggi, intanto, gli italiani all’estero potranno iniziare a votare per corrispondenza. C’è tempo fino al 24. Su quel milione e duecento mila voti, entrambi i fronti puntano molto.