Elezioni 4 marzo 2018: collegi determinanti al sud. Ecco chi decide la vittoria

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Elezioni 4 marzo 2018: collegi determinanti al sud. Ecco chi decide la vittoria

L’esito delle imminenti elezioni del 4 marzo dipenderà – per la natura stessa del Rosatellum – da ciò che succederà nei collegi uninominali, che sono la grande novità di queste urne. La situazione attuale vede il centrodestra molto vicino al raggiungimento della maggioranza dei seggi in entrambe le Camere; trovandosi infatti, secondo le previsioni, in largo vantaggio al Nord Italia. Mentre al Centro c’è una prevalenza del centrosinistra, possiamo dire che la partita finale si giocherà tutta al Sud. Dove, al momento, i principali collegi vedono contrapposti il centrodestra con il Movimento 5 stelle.

Elezioni 4 marzo, determinanti Sud e Isole. Chi la spunterà?

Se quindi il centrodestra riuscisse ad imporsi nel Mezzogiorno, otterrebbe abbastanza facilmente la maggioranza dei seggi sia alla Camera che al Senato; sono circa trenta i seggi – tra proporzionale e maggioritario – a rendersi decisivi per l’esito di questa tornata elettorale. Forza Italia e M5s combatteranno battaglie decisive sia al Sud che nelle isole; una di queste vede contrapposti proprio il candidato premier pentastellato, Luigi Di Maio, con Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, che inizialmente voleva correre con il suo partito, Rinascimento, alla fine ha accettato di sfidare Di Maio, “in casa sua”, con Forza Italia. I due corrono infatti nel collegio di Acerra, al cui interno è presente Pomigliano D’Arco, terra natia del candidato del M5s.

La sfida tra centrodestra e Movimento 5 stelle, a parte qualche collegio dato per certo ad una o all’altra forza politica, diventa perciò decisiva in 35 collegi – tra Montecitorio e Palazzo Madama – del Mezzogiorno. Tolto infatti il grande collegio per la Camera di Potenza, che con tutta probabilità andrà al centrosinistra, rimangono nell’incertezza intere regioni; come Campania, Calabria e Sicilia. E anche alcuni collegi di grandi città, come Napoli o Bari. E, a parte la suddetta sfida tra due esponenti importanti – come quella di Acerra tra Di Maio e Sgarbi – non ci sono altri testa a testa che, almeno al Sud, vedano contrapposti dei “big”. Il silenzio elettorale è vicino, e a quel punto bisognerà soltanto attendere i risultati per vedere chi, in definitiva, riuscirà nell’impresa di conquistare 315 seggi alla Camera e 158 al Senato.

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