Pensioni ultima ora: riforma assegni e riapertura paese. Le previsioni

Pensioni ultima ora: la necessità di una ripresa delle attività è dovuta al fatto che indebolire l’economia significa mettere a repentaglio il futuro.

Uomo a lavoro
Pensioni ultima ora: riforma assegni e riapertura paese. Le previsioni

Pensioni ultima ora: il coronavirus ha rallentato l’iter della riforma previdenziale che l’esecutivo ha avviato ad inizio 2020. L’intenzione del governo Conte è o almeno era quello di approvare entro l’anno delle nuove regole pensionistiche con cui allentare le maglie della cosiddetta riforma Fornero e dare il via al dopo Quota 100 in scadenza a fine 2021. L’emergenza coronavirus ha tuttavia imposto delle nuove priorità per l’esecutivo in carica. Perché come sappiamo insieme all’aspetto sanitario c’è da considerare il grave contraccolpo economico che tutti i Paesi subiranno. Il problema vale tanto più per l’Italia, già gravata da un alto debito pubblico.

Pensioni ultima ora, disoccupazione dietro l’angolo

In una intervista al Corriere Pietro Salini a capo di Salini Impregilo, gruppo attivo nel settore delle costruzioni, ha ribadito la necessità di una ripartenza delle attività economiche. Secondo l’imprenditore “questa è una fase di emergenza in cui dobbiamo riorganizzare tutto in sicurezza. Ma quello che dobbiamo fare subito è anche guardare avanti per non perdere competitività in una economia globalizzata dove sarà difficilissimo recuperare quote di mercato. In Spagna stanno ripartendo le fabbriche. Negli Stati Uniti, dove abbiamo diversi cantieri, il lockdown collettivo non c’è mai stato, come in Germania. Il nemico che abbiamo dietro l’angolo è la disoccupazione, un impoverimento senza precedenti qualora riducessimo pesantemente il Pil e perdessimo ampie quote di mercato. Questa è una crisi che non si risolve solo attraverso nuovo debito. Questa è una chiamata alle armi, e dobbiamo mettere in campo tutte le nostre migliori risorse”.

Le conseguenze del coronavirus in ambito previdenziale

Pensioni ultima ora – Salini ha anche precisato che ad un impoverimento del tessuto economico ed imprenditoriale corrisponde una debolezza del sistema Paese con ripercussioni anche sul sistema previdenziale.

“Conviene dirci subito come stanno le cose: se non ripartono l’economia e la produzione industriale, non riusciremo a mantenere il nostro livello di vita, i nostri stipendi e le nostre pensioni, il welfare e i diritti che abbiamo faticosamente acquisito. Oggi c’è in gioco non solo il nostro presente, ma anche il nostro futuro e quello dei nostri figli. Dobbiamo muoverci in fretta pensando a un piano a breve e un piano a lungo termine, un New Deal coordinato con tutte le forze in campo, politiche, imprenditoriali, sociali. Una parte di questo ampio disegno è rappresentato da un programma di infrastrutture pubbliche per far ripartire il Paese, salvare l’occupazione, mantenere in vita migliaia di piccole imprese”.

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