Grillo va in Senato: “Stato italiano da rifare, Se perdiamo le elezioni non continuo”

 

 

Beppe Grillo si è recato in giornata al Senato della Repubblica per un incontro con gli eletti del Movimento 5 Stelle. E, intercettato dai cronisti all’arrivo a Palazzo Madama, non ha lesinato battute e attacchi alla politica italiana.

In primo luogo il leader del M5S illustra il fine ultimo del movimento: “Noi non vogliamo andare al governo e governare” spiega Grillo, bensì “cambiare lo Stato. Dobbiamo rifare lo Stato italiano perché non c’è”. “E’ vissuto con ansia, come se fosse un documento nella casella postale, come Equitalia e poliziotti antisommossa. Non c’è più tempo per giocare al pesce palla”. “Bisogna andare a votare  subito – aggiunge – e in qualsiasi modo”.

Poi rincara la dose contro il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, uno dei suoi bersagli preferiti, confermando la richiesta di impeachment trapelata già durante i giorni scorsi: “Chiederemo l’impeachment per Napolitano perché non rappresenta più il popolo italiano, è di parte”.

E a chi gli chiede se sulla messa in stato di accusa del presidente decideranno i vertici del movimento o l’assemblea dei parlamentari M5S, Grillo risponde in modo categorico: “No, su questa cosa no. Decido io”.

Rivendicata anche la scelta di non far andare i rappresentanti del M5S all’incontro al Quirinale per discutere di riforme costituzionali: “Con i giochi già fatti è inutile andare lì a fare cose – ribadisce Grillo  – però non mi permetto di giudicare il Presidente della Repubblica”, anche se  “stiamo andando verso una deriva che ha qualcosa di strano”.

Una battuta anche sulle elezioni appena svoltesi in Trentino Alto-Adige, che hanno visto a Trento la larga vittoria di Ugo Rossi (circa il 60%), candidato del centrosinistra: “Siamo entrati in Alto Adige. Abbiamo messo dentro uno che è una meraviglia, è stato il più grande successo da quando esistiamo, un successo stratosferico”. Per amor del vero, in Trentino il Movimento ha subito un tracollo verticale di consensi, passando dal 20% ottenuto alle politiche al 6%.

Al termine dell’incontro, Grillo, accompagnato dal responsabile per la comunicazione, Claudio Messora, ha fatto un giro per i saloni di palazzo Madama ed entra anche, in visita, nell’emiciclo: “Mi hanno fatto vedere un po’ di cose, anche la pallina dentro l’urna per votare, cose anche un po’ infantili”, aggiunge.

“Sono venuto solo a salutarli un po’, non vengo mai” dice ancora, in riferimento ai senatori pentastellati. Se si lamentano, “non hanno torto, ho paura a venire qua”, in un posto, scherza ancora, “dove c’è Mazzini che si vede passare davanti Giovanardi”.

CONFERENZA STAMPA

Poche ore fa lo stesso Beppe Grillo ha tenuto una conferenza stampa al Senato. Vari i punti toccati.

Nel 2015 qualsiasi governo vada su è già morto perchè dovremo fare una revisione di spesa da 50 miliardi. Uno di noi dovrà andare davanti alla Bce, alla Merkel e al Fmi e dire non ci stiamo più. Rimettiamo in discussione tutti gli accordi che abbiamo firmato”.

“Una signora mi dice ‘non avete fatto niente’. E’ vero, non abbiamo fatto niente: ci hanno messo in un angolo. Migliaia di proposte ferme, non arriveranno mai all’aula, Made in Italy, imprenditoria ecc. Ma non ci fanno fare. E allora che fai? Occupi il tetto di Montecitorio: gliel’ho detto io e ne sono orgogliosissimo”.

Poi invoca le elezioni anticipate, anche con questa legge elettorale: “ Subito al voto. Se andiamo alle elezioni, con qualsiasi legge, abbiamo una possibilità di vincere”.

Durissimo il  finale: “Voglio una prova dagli italiani: se votano di nuovo un governo così ce ne possiamo anche andare, ci sciogliamo. L’ Italia è piena di collusi: la gente si lamenta ma poi vota sempre gli stessi. Se perdiamo le elezioni non ho più voglia di continuare”.