Vendola apre a Renzi: “Importante aprire un dialogo”

Vendola apre a Renzi: “Importante aprire un dialogo”

“Devo dire chapeau a Renzi, rispetto a quel 70 per cento e a quei 3 milioni che il giorno dell’Immacolata si sono messi in fila e hanno votano”. Poco più di un anno fa Nichi Vendola (leader di Sel) e Matteo Renzi erano competitors alle primarie per nominare il candidato premier del centro-sinistra stravinte da Bersani ed oggi, due giorni dopo il trionfo del Sindaco di Firenze, il governatore della Puglia apre le porte al nuovo segretario del Pd in un’intervista all’ Espresso: “Io con Renzi spero di costruire una casa comune per il futuro”. Eppure un anno fa diceva di lui: “è l’idrolitina nell’acqua morta della politica”.

Le idee, i programmi e le provenienze politiche e culturali di entrambi sembrerebbero apparentemente molto diverse, unite però da un sottile filo che in periodi di crescente disapprovazione sociale si ritaglia uno spazio di grande rilievo: vincere. Il voto per Renzi degli elettori è stato dato per un bisogno impellente di vincere e per “rappresentare l’idea che i vecchi gruppi dirigenti costituiscono un blocco, un punto di paralisi: il rinnovamento che producono Matteo e la sua squadra è un fatto serio da cui dobbiamo partire” afferma Vendola. Certo, tra Sel e il Pd che alle ultime elezioni avevano corso insieme, ora ci sono molti elementi di attrito: il partito di Migliore, Stèfano e della Boldrini è all’opposizione mentre i democrat sono gli azionisti di maggioranza dell’esecutivo Letta-Alfano. “Fatti i complimenti, dico anche che ci sono tanti punti assolutamente non condivisibili nella piattaforma di Matteo Renzi, ma vale sicuramente la pena aprire un’interlocuzione vera” continua il governatore della Puglia.

Tuttavia se Renzi diventerà davvero il paladino del bipolarismo attraverso una legge elettorale maggioritaria, Nichi Vendola dovrà riflettere attentamente: o corre da solo rischiando di essere additato di estremismo plausibilmente ottenendo i voti degli elettori più fedeli oppure decidere di essere inglobato all’interno del Partito Democratico per costruire una vera forza social-democratica di modello europeo che al suo interno introduca “i movimenti femministi, gli studenti, il movimento in difesa della costituzione…”. Le vere forze della sinistra di questo paese.

 

Giacomo Salvini