Cuperlo “Il Pd sostenga Letta. Quella su Fassina una battuta sgraziata”

Cuperlo che parla al microfono

Cuperlo “Il Pd sostenga Letta. Quella su Fassina una battuta sgraziata”

Gianni Cuperlo, presidente del Partito Democratico, non perde tempo in politichese o in doppi sensi quando, intervistato dal quotidiano La Repubblica, spiega: “o sosteniamo un’ altra fase del governo fino in fondo, e lo facciamo tutti, oppure si dice basta e si va a votare”. Una svolta è necessaria. Cuperlo lo sa e per questo sostiene un “cambio di marcia”, a meno che “il patto di governo non sia solo propaganda”.

“Fassina chi?”. Per il presidente dell’Assemblea Nazionale è stata una caduta di stile quella di Matteo Renzi, segretario dei democratici. Una “battuta sgraziata”. Del resto “il rispetto per gli altri riflette l’idea di partito e del rapporto tra le persone”. E al sindaco di Firenze ricorda che “una cosa è discutere, altra smarrire la distanza tra comandare e dirigere. Spero Renzi capisca che questa differenza passa anche da stile e linguaggio della leadership”. L’economista ed ora ex vice ministro dell’Economia ha presentato, nei giorni scorsi, dimissioni irrevocabili: “una scelta da rispettare” in quanto “su un punto ha ragione: una divisione delle parti dove chi sta fuori dal governo parla di marchette, chi è al governo piglia gli sputi e poi ci sono anche i furbi che, stando al governo, applaudono agli insulti, non può funzionare. Non si salva così il paese”. Cuperlo spera comunque che l’ex responsabile economia della segreteria Bersani “possa ripensarci dopo un confronto franco”.

L’auto allontanamento da Viale XX Settembre da parte dell’ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale pongono una questione politica che “non c’entra nulla con le correnti del Pd, ma c’entra con il patto di governo annunciato da Letta e da Renzi e che deve fondarsi sulla chiarezza per due buone ragioni: la prima sta nel sentimento di pancia che ci cresce attorno e dice semplicemente ‘io soffro, voi non fate nulla, andate tutti al diavolo’. A chi ha questo stato d’animo non interessano le schermaglie tra Palazzo Vecchio e Palazzo Chigi. La sola cosa che gli interessa è capire se il governo e la politica sono in grado di arrivare anche alle loro vite impoverite. La seconda ragione riguarda le cose da fare. Renzi dice che finora si è perso tempo e adesso l’Italia cambia verso. Bene. Ma lui è il leader del Pd e Letta il capo del governo. Allora si mettano le cose nero su bianco, ciascuno si assuma le sue responsabilità per quelle scelte e si agisca”. Logica associazione mentale verso ciò che Cuperlo e i suoi sostenevano durante il congresso 2013: Renzi vuole dirigere il Nazareno (sede nazionale del Pd, ndr) solo al fine di essere eletto a Palazzo Chigi. Un segretario viene eletto per fare il capo di un partito, non il capo di un paese. Per questo Cuperlo non nascose che, qualora fosse stato eletto, non avrebbe partecipato alla corsa verso la Presidenza del Consiglio nel post Letta.

L’ex segretario della Sinistra Giovanile, in un’intervista al quotidiano napoletano ‘Il Mattino’, chiude su Bersani: “è un combattente”, dice. “Le notizie paiono rassicuranti”, analizzando i bollettini medici. “Con la famiglia c’erano i compagni e amici di una vita, come succede in questi momenti. La cosa che colpisce in queste ore è l’onda di solidarietà e affetto che ha invaso la rete e che va molto oltre i confini del nostro partito. Questo succede quando una persona, in questo caso un leader, trasmette l’immagine più bella della politica. Adesso lo aspettiamo, come si diceva una volta, ‘al lavoro e alla lotta’ ”.

 

Daniele Errera