Sondaggio Ipsos per Ballarò 17 settembre: sostanziale parità fra centrosinistra e centrodestra, in crescita il M5S

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Sondaggio Ipsos per Ballarò 17 settembre: sostanziale parità fra centrosinistra e centrodestra, in crescita il M5S

Come ogni martedì presentato a Ballarò il sondaggio realizzato da Ipsos sulle intenzioni di voto, cui questa settimana si è aggiunta la simulazione delle “sfide” fra i candidati che – ipoteticamente – gli italiani potrebbero trovarsi di fronte alle prossime elezioni politiche.

Quanto alle intenzioni di voto, primo partito risulta essere in questo momento il PD con il 29,3%, in vantaggio di due punti percentuali sul PDL, accreditato del 27,3%: entrambe le forze politiche evidenziano variazioni minime rispetto alla scorsa settimana. Chi guadagna quasi l’1% è invece il Movimento 5 Stelle, che in questa rilevazione si attesta al 20,3%.

Fra i partiti minori, Sinistra Ecologia e Libertà è al 5%, unica formazione che non risulta in contrazione, mentre Scelta Civica non va oltre il 3,9%, restando pertanto sotto la soglia del quattro per cento. Anche la Lega Nord appare in affanno e si attesta al 3,6%, così come sempre nel centrodestra Fratelli d’Italia è al 2,7%. Stabile l’UDC al 2,8%. Di poco sopra l’1% Rifondazione Comunista.

 

Fra le coalizioni, è quasi parità fra centrosinistra (34,6%) e centrodestra (34,4%), che staccano quindi di oltre il 14% il M5S, mentre il centro “montiano” non va oltre il 6,9%: di dati mostrano una situazione che, se si tornasse alle urne con la medesima legge elettorale, potrebbe ricreare l’attuale situazione di assenza di una maggioranza.

 

Se si chiede agli italiani chi voterebbero se i candidati alle prossime elezioni fossero Renzi per il centrosinistra, ancora Berlusconi per il centrodestra, oltre a Beppe Grillo per il M5S, l’attuale Sindaco di Firenze sembrerebbe prevalere ampiamente col 48% contro il 27% dell’ex Cavaliere e il 13% di Grillo. Se invece il candidato del centrodestra fosse l’attuale vicepremier Alfano, la vittoria sarebbe ancora più ampia con un 22% del segretario del PDL a fronte del 50% di Matteo Renzi.

Infine, indagando il preferito fra tutti gli elettori nella sfida fra due democratici, l’attuale premier Enrico Letta ed il probabile prossimo segretario del PD Renzi, vince “ai punti” Letta con il 41% a fronte del 39% del sindaco fiorentino: emerge in particolare come l’attuale premier raccolga molte preferenze al centro e nel centrodestra, mentre Renzi ora che risulta lanciato nella corsa verso la segreteria del PD sembra concentrare il suo gradimento soprattutto fra gli elettori di centrosinistra.