Vertice Renzi-Berlusconi, accelerata sulla legge elettorale. Discussione in Commissione Senato la prossima settimana

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Per sbloccare lo stallo parlamentare sull’elezione dei due giudici costituzionali, ieri sera si è celebrato un altro incontro tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Formalmente, il vertice era finalizzato solamente a trovare un accordo tra PD e FI. Sostanzialmente, si è invece parlato di molto altro. Quasi una sorta di patto del Nazareno 2.0.

Primo tema all’ordine del giorno è stato l’Italicum, di cui i due leader vorrebbero accelerare l’iter della nuova legge elettorale. Come ha dichiarato il vicesegretario del PD Lorenzo Guerini: “È stato un incontro positivo – abbiamo convenuto sulla necessità di accelerare sulla riforma della legge elettorale e abbiamo confermato il percorso sulle riforme”. Vi sarebbero inoltre aperture importanti ai piccoli partiti e alla minoranza PD, soprattutto per quanto riguarda le soglie di sbarramento: si vocifera di un abbassamento al 4% della soglia minima e di un  innalzamento al 40% di quella necessaria per ottenere il premio di maggioranza. Legge elettorale che finirà in commissione del Senato la prossima settimana stando alle parole di Anna Finocchiaro: “La prossima settimana riunirò l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali del Senato per incardinare la discussione sulla legge elettorale” spiega il Presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama. Decisione che ha fatto imbufalire l’esponente Pd, Alfredo D’Atorre. “Mentre ci sono così forti tensioni sui temi economici, scaricare sul Parlamento” e i partiti “anche la legge elettorale non mi sembra la scelta giusta: aumenterebbe le tensioni”.

 

Ma, durante l’incontro tra Cav e Renzi, non di sola legge elettorale si è parlato. I temi caldi sono tanti: Jobs Act, legge di stabilità, riforma della giustizia. Ma non su tutto c’è profonda sintonia: se infatti sul lavoro l’intesa non è così difficile da raggiungere (soprattutto dopo l’apertura del premier all’abolizione dell’art. 18), per la giustizia il terreno è molto più accidentato. Qui le posizioni in campo sono e restano piuttosto distanti: sia sulle intercettazioni, sia sulla prescrizione, non paiono esserci margini di manovra.

In relazione ai provvedimenti di natura economica (Finanziaria e Sblocca Italia), Berlusconi avrebbe garantito il sostegno di FI provvedimento per provvedimento, purché l’esecutivo non intenda aumentare le tasse. Nulla di preciso, quindi.

E’ un dato di fatto però, che il patto tra i due leader assomigli sempre meno ad un accordo temporaneo sulle riforme e sempre più ad un’intesa ampia. Talmente ampia che sembra quasi un preludio ad un futuro ingresso di Forza Italia nel governo. Stanno tornando le larghe intese?