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pubblicato: domenica, 20 ottobre, 2013

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Stop at the top, triste arrivederci per il Festival del Giornalismo di Perugia

festival_giornalismo_perugia_flickr

“Ci sono momenti in cui capisci che ti devi fermare. Che la vera forza, il vero coraggio è dire: grazie, ma no. È quello che è successo a me e a Chris con il Festival, una parte molto importante della nostra vita”. Chiude i battenti – per il momento – il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (1), e Arianna Ciccone, ideatrice e “madre” dell’evento insieme al suo compagno Chris Potter, esordisce con queste parole per annunciare l’amara decisione.

perugia festival del giornalismo

Il Festival era giunto quest’anno alla settima edizione, raccogliendo in cinque giorni più di 200 eventi e 450 speaker provenienti da tutto il mondo. Sembrerebbe quindi inspiegabile la scelta d’interrompere questa esperienza. Prosegue Arianna Ciccone: “per capire perché dovrei raccontare tutta la storia del Festival: com’è nato, le mille difficoltà, gli errori, com’è cresciuto, com’è diventato un piccolo miracolo in un paese dove il talento, quando ottiene risultati, sembra un’anomalia da risolvere e non da premiare. Senza agganci politici o conoscenze, una napoletana e un inglese decidono di mettere su un evento internazionale sul giornalismo, in Italia. Roba da matti”. Con il passare del tempo il Festival è diventato uno straordinario collante e motore, umano  culturale. “Senza rendercene conto, tra le nostre mani questo piccolo miracolo ogni anno è diventato più grande, più forte, più innovativo, più entusiasmante. E noi siamo cresciuti umanamente e professionalmente con lui”. A questo punto, per una crudele assurdità, comincia a incepparsi l’ingranaggio di una “macchina” che invece funziona a pieno regime. “Più il Festival cresceva, diventava importante e più – paradossalmente – diventava faticoso costruire il budget per realizzarlo. «Stop at the top» dice spesso Chris. E ha ragione, se non ci sono le condizioni – e purtroppo non ci sono – bisogna fermarsi. Farlo nonostante tutto sarebbe un errore gravissimo. Il Festival deve continuare a crescere, a essere innovativo, a migliorare. I budget modesti di questi anni non sono più sostenibili. Fare il Festival a ogni costo pur di farlo, magari riducendo ospiti e giornate non è accettabile. O si va avanti migliorando o ci si ferma”.

Già lo scorso aprile, prima dell’ultima edizione del Festival, i due avevano lanciato l’allarme. “L’Italia dovrebbe fare un passo in più nella cultura delle sponsorizzazioni, perché si avverte una resistenza a investire in modo importante su manifestazioni estranee al sistema di potere”, aveva dichiarato Arianna Ciccone. “Il paradosso è che mentre albergatori e commercianti ci fermano per strada per ringraziarci, l’Assessorato alla Cultura della Regione Umbria non concede contributi al festival ormai da due anni. Non lo contestiamo, ma dobbiamo prenderne atto: il Festival cresce e il budget diminuisce. Se la manifestazione muore sarà una sconfitta, una responsabilità nostra, ma anche del Paese”.

Arianna Ciccone e Chris Potter definiscono questa decisione un arrivederci, e non un addio. Non escludono infatti la possibilità di riprendere il Festival, se dovessero crearsi le condizioni e il contesto giusto per confezionare un nuova edizione degna della sua storia. Intanto il sito del Festival e gli account social continueranno a produrre e aggregare contenuti. “Ci piace pensare a International Journalism Festival come un laboratorio di pensiero. Nel nostro piccolo vogliamo continuare a contribuire alla conversazione, al dibattito e al confronto sui tempi del giornalismo”.

Nel frattempo il 21 ottobre alle ore 11, presso l’Hotel Brufani, si terrà un incontro pubblico aperto a giornalisti, commercianti e cittadini per spiegare le ragioni di questa decisione e accogliere eventuali domande.

Da qui al prossimo aprile mancano sei mesi l’auspicio è che qualcosa si smuova, da parte di possibili sponsor pubblici e anche da parte di ulteriori privati. Perché sono eventi come il Festival di Perugia, esterni al circuito “istituzionale” ( e istituito) dei “soliti noti” a costituire, con la loro carica di sperimentazione ricerca e coraggio, il vero moltiplicare culturale di un Paese.

(1)       http://www.festivaldelgiornalismo.com


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