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pubblicato: martedì, 10 dicembre, 2013

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Istat: Pil, interrotta la caduta iniziata a luglio 2011

Istat: Pil, interrotta la caduta iniziata a luglio 2011

Dopo otto trimestri, corrispondenti a ben due anni, di cali consecutivi, l’Istat rileva la prima variazione non negativa del Prodotto Interno Lordo. Il Pil praticamente è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, mentre scende del 1,8% su base annua.

L’Istituto Nazionale di Statistica afferma comunque che “la fine della recessione non può ancora essere dichiarata”. Del resto “non è compito dell’Istat certificarlo”. Ma comunque il segnale è positivo: la caduta, iniziata nel terzo trimestre del 2011, si è fermata. Le stime precedenti sono migliorate: 0,1% il congiunturale e -1,9% il tendenziale. Il primo, cauto, commento è quello del presidente di Confindustria, la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, Giorgio Squinzi: “I dati Istat confermano le previsioni del nostro Centro studi. La discesa sembra attenuarsi ma” – ha aggiunto a margine del convegno ‘La legalità fiscale italiana, asimmetrie e convergenze con l’Europa’ – “non possiamo dire che siamo fuori dalla crisi. Su base annuale siamo ancora sotto”. Di tutt’altro parere il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, che affida ad un twitt la sua opinione su dati Istat: “nel quarto trimestre l’andamento del Pil sarà positivo. Con la ripartenza delle imprese potranno finalmente arrivare miglioramenti per l’occupazione”. Aggiunge poi l’inquilino del Mef, in un altro messaggio dal sito Twitter: “in ripresa import, export e produzione industriale. Ancora molta strada da fare ma la direzione è giusta”.

Completa l’analisi Paolo Mameli, del Servizio Studi di Intesa San Paolo: “il dettaglio delle componenti non è molto confortante in quanto mostra (come peraltro atteso) sia un contributo negativo del commercio con l’estero sia una ulteriore contrazione della domanda domestica finale. In pratica, l’attività economica ha evitato un segno più negativo di quello del trimestre precedente solo grazie all’aumento delle scorte. In sintesi”, continua l’economista. “da un lato il dato è risultato migliore del previsto, dall’altro il deciso contributo positivo delle scorte, che potrebbe invertire nel trimestre in corso, pone dei rischi al ribasso sulla crescita del 4° trimestre. Anche in conseguenza di un possibile contributo negativo dalle scorte, riteniamo che la ripresa negli ultimi tre mesi dell’anno sarà modesta e probabilmente limitata ad un decimo di punto percentuale su base congiunturale. Non cambia la nostra previsione di un Pil in calo dell’1,8% nel 2013 e in ripresa di 0,5% nel 2014”.

Sinteticamente, le rilevazioni dell’Istat indicano come, rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda sono diminuiti: -0,2% dei consumi finali nazionali e -0,6% degli investimenti fissi lordi. Riprendendo le parole di Saccomanni, le importazioni segnano un tondo +2% e le esportazioni +0,7%. Le scorte hanno contribuito e alla variazione del Pil di +0,6%, mentre la domanda estera netta ha portato a -0,4%. L’agricoltura ha subito una contrazione del 1,6%, mentre l’industria un segno positivo dello 0,2%. Niente di eclatante nelle costruzioni e nel terziario. Il valore aggiunto, in termini tendenziali, al contrario è diminuito dovunque: -0,7% nell’industria, -2,8% nell’industria, -5,5% nelle costruzioni e -0,9 nei servizi.

 

Daniele Errera

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