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pubblicato: giovedì, 12 dicembre, 2013

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La speranza di vita e il reddito, sono così strettamente legati? Sembrerebbe di no

vita

Conosciamo tutti, o quasi, come il mondo sia diviso in reddito, tra ricchi e poveri, tra ricchissimi e poverissimi, Paesi emergenti e in declino (uno di questi lo conosciamo molto bene..), e forse non altrettanti ma molti sappiamo quali sono i Paesi in cui si vive più a lungo.

 

Qui vediamo una mappa con la speranza di vita alla nascita, con valori che migliorano dal rosso scuro man mano al blu:

speranza di vita

Come sappiamo i Paesi in cui si vive di più sono quelli mediterranei ad alto reddito come Italia, Spagna, Francia, che coniugano una buona sanità con una buona alimentazione, il Giappone, con il suo bassissimo consumo di carne, Australia e Canada, in testa a tutte le classifiche sulla qualità della vita, mentre vedono in basso i Paesi dell’Africa Subsahariana, quelli in disastrose situazioni politico-sanitarie come la Repubblica Centrafricana come quelli colpiti da AIDS nella punta sud del continente.

Possiamo incrociare questa mappa con quella del reddito pro capite, inteso come PPP (Purchase Parity Power):

Gdpercapita

Vediamo come sappiamo bene quali sono i Paesi più ricchi, il Nord Europa, gli USA, il Giappone e l’Austrialia, i Paesi petroliferi del Golfo Persico, e i più poveri nella parte orientale dell’Africa Subsahariana e in quella più occidentale.

 

Quello che invece è più interessante è effettuare un confronto di questo tipo: presi i Paesi del mondo, fare il ranking per ognuna delle due variabili e vedere a che livello sulla classifica è ogni Paese, se più in alto in quella sul reddito o sulla speranza di vita.

Su queste basi è stato costruito un indice che è semplicemente la differenza tra il ranking nella speranza di vita e quello nel reddito pro capite. Se un Paese ha punteggio 10 vuol dire che è per esempio in 20esima posizione nel reddito e 10ima nella speranza di vita, ovvero ha una speranza di vita e una qualità della vita superiore in relazione alla situazione economica.

Viceversa sono possibili valori negativi se la posizione nel reddito è superiore a quella sulla speranza di vita, per esempio primo posto e 59esimo, è il caso del Qatar. Potremmo chiamare questo indice, pur tra mille distinguo, un tasso di qualità della vita, in proporzione ovviamente al reddito di ogni area:

Colpiscono subito alcune aree:

 

Quelle con posizionamento nella classifica del reddito migliore rispetto a quello nel ranking dell’aspettativa di vita

 

a) Est Europa e Russia: qui la speranza di vita non tiene dietro al reddito, l’alcolismo è tra i principali indiziati, nel caso della Russia un reddito gonfiato da gas e petrolio non realmente distribuito, e il ranking nella durata della vita è notevolmente peggiore e così il nostro speciale indice di qualità della vita

 

b) Paesi del Golfo: Qatar, già citato, Emirati, ma anche Iraq e Iran, le condizioni politiche sanitarie, dei diritti umani soprattutto verso le donne, sono a un livello inferiore di quello di Paesi con redditi simili, le disuguaglianze sono notevoli e così la salute sia riproduttiva sia generale non tiene il passo e non è come un tale reddito, provocato dal petrolio e non da uno sviluppo uniforme, permetterebbe, vi sono valori del nostro indice notevolmente negativi

 

c) Stati Uniti: una assistenza sanitaria con molte lacune, non universale, un alto livello di obesità e una alimentazione di qualità bassa soprattutto nel Sud provocano una mortalità superiore a quanto il reddito farebbe pensare.

 

d) Africa meridionale: Sudafrica, Angola, Botswana, sono i Paesi più ricchi dell’Africa ma pagano enormi disuguaglianze, boom artificiali del petrolio, e soprattutto l’AIDS, piaga che va migliorando ma che ancora mantiene i valori sulla vita media molto bassi.

 

Quelle con una performance migliore nella classifica dell’aspettativa di vita alla nascita rispetto a quella del reddito.

 

e) Italia e Paesi mediterranei: oltre all’Italia, la Spagna, la Grecia, ma anche Libia, Tunisia, Algeria, Paesi il cui reddito non è salito ma anzi sceso negli ultimi anni, perdendo posizioni in classifica, posizioni non perse però nel ranking dell’aspettativa di vita, che rimane alta, vuoi per una sanità abbastanza efficiente, vuoi per una rete anche familiare di attenzione agli anziani e per l’alimentazione più sana, la famosa dieta mediterranea.

 

f) Cina, Giappone, Est Asia: questi Paesi, assieme al Vietnam, hanno performance proporzionalmente migliori nell’aspettativa di vita rispetto all’economica, e nonostante siano Paesi ricchi o fortemente emergenti, sicuramente ha influenza una alimentazione molto basata su pesce, riso, verdure e non eccessivamente sulla carne, una cultura della cura del corpo, fa eccezione la Corea dove si segnala un abbondante consumo di alcol.


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