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pubblicato: giovedì, 16 aprile, 2015

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Forza Italia, si va verso la scissione in Puglia

Per Forza Italia sarebbe “irreversibile” la candidatura alla presidenza della Regione Puglia dell’esponente di Fratelli d’Italia, Adriana Poli Bortone. È questa, a quanto si apprende, la linea emersa nel corso dell’incontro a Roma, che si è concluso – si è saputo – ieri a tarda notte, tra il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e il segretario di FI Puglia, Luigi Vitali.

Centrodestra, è caos totale

In Puglia, quindi, i forzisti confermano la scelta di Poli Bortone la quale, però, non ha paradossalmente il sostegno del suo stesso partito. Gli uomini della Meloni, infatti, probabilmente appoggeranno l’altro candidato dell’area di centrodestra, l’oncologo Francesco Schittulli. Con quest’ultimo ci sono anche Ncd e l’area dei ‘ricostruttorì di FI, che fa capo a Raffaele Fitto.

Al momento, dunque, tramonterebbe ogni ipotesi di un ticket Schittulli-Bortone, come proposto da Fitto; e Poli Bortone presidente e Schittulli vice, come rilanciato da Forza Italia. Rimane ancora incerta la posizione all’interno di Fratelli d’Italia con Poli Bortone orientata ad accettare la sua candidatura, proposta da Fi, e la leader di FdI Giorgia Meloni che ha invece ribadito l’esigenza di sostenere Francesco Schittulli e ha invitato l’ex sindaco di Lecce a “non farsi strumentalizzare da Berlusconi per regolare i conti all’interno di Fi”.

regionali puglia fitto e schittulli cointro poli bortone

Fitto: “Desolante spettacolo di irresponsabilità”

Per Raffaele Fitto, in merito alla spaccatura di Forza Italia in vista delle prossime elezioni regionali in Puglia, “siamo dinanzi a un desolante spettacolo di irresponsabilità. Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale può darmi atto di una diagnosi e di una proposta, fatta ormai un anno fa. Servivano (a partire dalle Regionali, e mi sono sgolato a proporle, ovviamente inascoltato e contrastato) le elezioni primarie per la scelta dei candidati alla presidenza delle Regioni. Mi sforzavo di spiegare: senza primarie, sarà il caos. E infatti…Se invece ci avessero dato retta, sarebbe stato facile costruire coalizioni inclusive – conclude – dare spazio alle ambizioni di ciascuno (ma costringendo ogni potenziale candidato a misurarsi), e soprattutto ci sarebbe stato un binario certo di regole per la competizione”.

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